Si chiamano “Barolo Official Map” e “Barbaresco Official Map” e contengono la cartografia di tutte le 181 MeGa, ossia le Menzioni Geografiche Aggiuntive, del Barolo e delle 66 del Barbaresco. In pratica i “cru” delle due Docg che raccontano meglio la storia e le storie in quegli undici e quattro Comuni dov’è possibile produrre i due rossi di Langa molto amati nel mondo. La nuova App ufficiale del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani è stata presentata a Torino, dal palco di Teatro Carignano, durante un convegno organizzato in occasione del congresso nazionale dell’Associazione italiana sommelier. Le nuove MeGa di Barolo e Barbaresco rappresentano “la possibilità di utilizzare – spiega Aldo Vacca, vice presidente del Consorzio e direttore Produttori Barbaresco – nomi geografici corrispondenti a frazioni, comuni o zone amministrative definite, localizzate all’interno della zona di produzione delle due Docg”. Nomi che, da tempo (la prima etichetta con l’indicazione Cannubi è del 1752 dell’azienda Manzone Giovanni di Bra), sono presenti sulle etichette ma fino al 2010 per il Barolo e al 2007 per il Barbaresco, non era loro riconosciuto un valore di unicità che permettesse, tra l’altro, di evitare l’abuso del loro utilizzo. Il primo “mappatore” fu il geometra Lorenzo Fantini: a fine 800 selezionò nomi di famiglie e località. Da allora, in molti si sono dedicati a “frazionare” le colline del Barolo e Barbaresco. L’ultimo è stato il giornalista Alessandro Masnaghetti, autore delle mappe ufficiali del Consorzio: “Pochi metri di terra fanno la differenza nel carattere del vino. Con le menzioni definiamo una provenienza. Questo è il grande valore aggiunto”. Quest’anno entrano in commercio le prime bottiglie di Barolo dove la MeGa avrà un valore legislativo: “Iniziamo un percorso importantissimo – dice Pietro Ratti, presidente del Consorzio – Ci voleva uno strumento moderno e divertente per comunicare le menzioni: da qui nasce l’idea di una App che riesca a geolocalizzare il vigneto dove viene prodotta quella tale bottiglia. L’appassionato, soprattutto all’estero, ha bisogno di sapere di più: da oggi, tramite il nome che trova sull’etichetta, potrà andare a vedere dove si trova quel tale filare che ha prodotto quel tale vino”. La App è stata realizzara da Carlo Cane della Oikos di Alba. E’ compatibile con sistemi Android e Apple. La versione inglese sarà anche presentata in Usa con un ciclo di conferenze stampa per raccontare cosa sono le MeGa. Hanno condotto Fabio Gallo, presidente AIS Piemonte, e Mauro Carosso, consigliere nazionale Ais. Le cartine-mappe con le MeGa di Barolo e Barbaresco sono scaricabili sul sito www.langhevini.it. Intanto il Consorzio si prepara alla seconda edizione di “Grandi Langhe”, l’evento che dal 18 al 20 marzo porterà centinaia di buyer, giornalisti, ristoratori nelle terre del Barolo, Barbaresco, Dogliani, Diano d’Alba e Roero.
Barolo e Barbaresco Official Map, ecco la nuova App per viaggiare tra i vigneti delle Langhe
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