Sono partiti i lavori anche per il completamento della ristrutturazione del Centro Giraudi (ex Chiesa di San Giuseppe) e per il rifacimento dell’illuminazione del Museo Lapidario di corso Alfieri. Nella ex Chiesa di San Giuseppe, già oggetto di interventi di restauro ultimati nel 1999 per l’anno del Giubileo, oggi utilizzata come teatro, gli operai sono al lavoro per realizzare sia interventi strutturali, che la “scatola nera”: uno spazio interattivo per l’apprendimento e la divulgazione della scenotecnica teatrale. Dal punto di vista strutturale gli interventi in corso sono invece i seguenti: risanamento di parte degli intonaci della chiesa; revisione di una porzione della copertura della navata principale che attualmente presenta una perdita; realizzazione di un servizio igienico per gli attori e realizzazione di un locale per camerini e spogliatoi; risanamento di parte degli intonaci della ex sacrestia, la quale diventerà il nuovo ingresso al teatro; realizzazione del nuovo ingresso dalla ex sacrestia tramite pavimentazione di collegamento con il parcheggio su Piazza S. Giuseppe e risanamento degli intonaci esterni della ex Canonica. Il costo complessivo dell’intervento è di circa 150 mila euro. Nei prossimi giorni partirà inoltre la progettazione definitiva e la procedura per mettere a gara anche un ulteriore intervento, appena approvato dalla Regione Piemonte (finanziato con i ribassi d’asta dei fondi Pisu) con cui si prevede di completare la ristrutturazione e di risistemare l’arredo interno (tribune del teatro, etc.) in modo tale da renderlo più funzionale e confacente ai dettami della Soprintendenza, volti a rendere più visibile e scenografico il pregiato interno della chiesa sconsacrata di San Giuseppe. Al Museo Lapidario sono praticamente quasi conclusi i lavori di rifacimento dell’impianto di illuminazione delle opere e del museo. Da tempo l’impianto di illuminazione necessitava di una manutenzione onerosa e presentava elevati consumi di energia perché i corpi illuminanti, dotati tutti di lampade alogene, oltre ad essere inseriti in un carter metallico che non permetteva lo smaltimento del calore (con la conseguenza che le lampade si bruciavano), avevano elevatissimi consumi di energia elettrica. Tutte le luci sono state sostituite con led, che durano di più e consumano meno, e che sono stati posizionati in modo da valorizzare al massimo i reperti archeologici. Sono in fase di completamento anche l’impianto rilevazione incendi e le luci di emergenza. Il Museo Lapidario e Cripta di S.Anastasio, unisce una parte espositiva relativa a reperti lapidei provenienti dallo smantellamento di edifici pubblici, religiosi e privati della città medioevale ad un vero e proprio sito archeologico dove è possibile ripercorrere i duemila anni di storia di Asti, dal foro romano, ai resti delle chiese romaniche con la bellissima cripta dell’XI secolo, alla chiesa barocca fino agli interventi moderni. L’intervento è costato circa 50 mila euro.
Partiti altri cantieri Pisu alla Chiesa di San Giuseppe e al Lapidario
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