“Gli incontri e gli accordi fatti in questi mesi a proposito dell’ipotesi di un ridimensionamento del nostro ospedale hanno portato, oltre ai numerosi reparti già assodati (Radioterapia, Gastroenterologia, Chirurgia vascolare, Centro trasfusionale e Geriatria), anche alla conferma di Diabetologia come SOC territoriale, di Malattie Infettive che rimarrà ad Asti sempre come SOC e di Chirurgia maxillo-facciale come struttura di dipartimento. Per ciò che riguarda Dietologia, Diabetologia, Dermatologia e Pneumologia esse continueranno a offrire servizi ai cittadini pur perdendo la figura del primario. La medicina 2, invece, sarà unita alla 1 senza perdita di posti letto né di servizi resi. Anche se tale soluzione non ci soddisfa pienamente, l’auspicio è che i rapporti tra le Asl di Asti e di Alessandria siano tali da garantire ad Asti i reparti di cui l’ospedale di Alessandria non dispone o non vi eccelle. Non solo, siamo convinti che nel corso del 2016 riusciremo ad uscire dal “Piano di rientro” che attualmente sta vincolando e limitando la programmazione e le funzioni della Regione, costringendoci a razionalizzazioni e tagli. A seguito degli ultimi due incontri con la Conferenza dei Sindaci è stato chiesto alla direzione dell’Asl At di presentare un Piano di rete territoriale con un Distretto aggiuntivo, quello della città di Asti, chiedendo all’assessorato la deroga sugli abitanti. Richiesta che ci aspettiamo venga accolta dalla Regione poiché la popolazione astigiana si avvicina al criterio degli 80 mila abitanti previsto dalle linee guida dell’assessorato regionale. Questa proposta rispecchia la filosofia con la quale è stato redatto il Piano territoriale, ovvero di dare forza ai territori attraverso i Distretti e al ruolo di coordinamento con i medici di famiglia. Poter contare, quindi, su due Distretti dotati di budget autonomi, infatti, consente di rispondere al meglio ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Ci stupiscono le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi da alcuni esponenti della Lega Nord che ci accusano di voler ridurre Asti ad una “Provincia spazzatura”. Ci stupiscono perché ci chiediamo dov’erano questi politici quando la Giunta Cota creava un buco di 5,2 miliardi di euro, certificati dalla Corte dei Conti, portando la sanità regionale e, non solo, al dissesto. Ci chiediamo anche come mai non siano stati in grado di garantire il mantenimento dei 160 milioni di euro destinati all’edilizia sanitaria che avrebbero consentito a questa amministrazione di portare avanti il contratto per la realizzazione dei lavori dell’Ospedale Valle Belbo. E ci stupiscono anche le dichiarazioni di altri illustri esponenti del centro destra astigiano che oggi criticano le manovre della Giunta Chiamparino e ci chiediamo perché non siano intervenuti quando la nostra Provincia veniva abbandonata nelle mani di commissari che, per forza di cose, l’hanno resa più debole. La grande responsabilità con cui la Giunta attuale sta cercando di risollevare la Regione Piemonte passa anche dall’assunzione di scelte difficili e impopolari, che però, negli anni a venire, porteranno ai risultati sperati e ridaranno al Piemonte il ruolo di Regione forte del Nord Italia”. Angela Motta, consigliere regionale
La Conferenza dei Sindaci richiede alla Regione il Distretto per la città di Asti
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