Massimo Cotto reagisce duramente agli attacchi degli ultimi mesi. Martedì 13 in Consiglio Comunale l’assessore alla Cultura ha annunciato la sua intenzione di dimettersi dalla direzione artistica di Asti Musica, Asti Teatro, Rosebud e Akamu. Il Movimento 5 Stelle aveva interpellato la Giunta riguardo in particolare i contributi erogati dal Comune per Akamu e Rosebud, “creature” avviate dall’assessore Cotto. Nelle delibere di Giunta finite per l’occasione sotto la lente di ingrandimento (89/2015, 205 e 389/2016) Cotto risulta proponente e firmatario delle assegnazioni di contributi. Ma il regolamento comunale all’art. 56 recita che “gli assessori comunali devono astenersi dal prendere parte alle deliberazioni quando vi abbiano un interesse proprio o di parenti e affini fino al quarto grado”. Questo divieto comporta anche “l’obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione di detti affari”. A questa si è aggiunta l’interpellanza di Uniti Si Può che, partendo dal contributo concesso dal Comune ad Asp per rifonderla delle spese sostenute per l’organizzazione del concerto di Vinicio Capossela, accusa riguardo ad Asti Musica un trattamento di eccessivo favore alla partecipata partner dell’organizzazione. In aula Cotto ha respinto le critiche, in particolare quelle relative a un suo presunto conflitto di interesse. Ha anche ricordato che tutti i suoi incarichi di direttore artistico per manifestazioni finanziate dal Comune in questi anni sono state svolte a titolo gratuito. Secondo Cotto “il conflitto di interesse si crea quando si utilizza il proprio ruolo pubblico per ottenere vantaggi indebiti. Io invece ho utilizzato la mia credibilità guadagnata negli anni per fare risparmiare soldi al Comune”. Dopo avere ricordato gli ospiti prestigiosi richiamati in questi anni ad Asti (per esempio Claudio Baglioni e Ornella Vanoni) ha provocatoriamente annunciato di volere “seguire” le indicazioni degli esponenti dell’opposizione critici: “D’ora in avanti non dirigerò più manifestazioni, né salirò sul palco per presentare eventi”. La necessità di trovare nuovi direttori artistici costerà al Comune una spesa stimata dall’assessore in 20 mila euro all’anno per i prossimi due anni. A questo annuncio è seguito un duro battibecco con Davide Giargia (M5S), che ha accusato Cotto di non tenere in conto che il suo ruolo pubblico richiede la disponibilità a sottoporsi anche alle critiche più dure. “A questo punto – ha chiesto provocatoriamente Giargia – perché Cotto non si dimette invece dalla carica di assessore?”. In questo modo, secondo il consigliere pentastellato, verrebbe salvaguardata la possibilità per il giornalista e organizzatore musicale di mettere a frutto le sue indubbie capacità professionali. Michele Cascioli
M5S Asti: “Cotto parla da assessore, docente o direttore artistico?”
POLITICA
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