Grandi sculture come teleobiettivi di macchine fotografiche attraverso cui far propri scorci del paesaggio circostante: è avvincente l’idea dell’artista Sergio Omedé.
La sua intuizione costituisce il filo conduttore di sei opere che caratterizzeranno altrettanti punti di osservazione di Ferrere, Mongardino, Montaldo Scarampi, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro e Vigliano. Quello di Ferrere, con l’opera “Per Ferro del mare padano”, sarà inaugurato sabato 15 dicembre, alle 11, sulla collina di San Secondo.
Intanto negli altri cinque centri prosegue l’installazione delle sculture. Il risultato finale sarà la creazione di una galleria artistica all’aperto per valorizzare il paesaggio. “Le opere di Omedé ci aiuteranno a vedere quel che c’è di bello intorno a noi, ma anche a ricordare quel che di brutto c’è stato, dal momento che gli stessi luoghi sono stati abbruttiti, in precedenza, dalla mano dell’uomo” anticipa Gianfranco Miroglio, presidente del Parco Paleontologico Astigiano.
L’Ente Parco è il capofila del progetto, che mette al centro la geopaleontologia come radice della terra, nel cui ambito sono stati ideati i sei belvedere impreziositi dai lavori di Omedé. Altri comuni avranno percorsi, nel grembo dell’antico Mare Padano, per camminatori, amanti della bici e del cavallo, passerelle pedonali che attraverseranno corsi d’acqua, punti di sosta con elementi di arredo urbano appositamente disegnati. Diciassette i centri complessivamente coinvolti da due tracciati specifici (“La via del mare astigiano”, “Dalla Langa al Monferrato”), entrambi insistenti sulla rete sentieristica già inserita nel Patrimonio Escursionistico Regionale.
Primo taglio del nastro, sabato 15 dicembre, a Ferrere con il saluto del sindaco Silvio Maria Tealdi e gli interventi di Carlo Alberto Goria, presidente del Distretto Paleontologico Astigiano e del Monferrato, Gianfranco Miroglio, a capo dell’Ente Parco, Renato Morra, il cui studio professionale ha firmato il progetto che coinvolge i diciassette comuni.
Infine la parola a Sergio Omedé, che presenterà l’opera “Per Ferro del mare padano”: “E’ figura di teleobiettivo di macchina foto ribaltata – scrive l’artista – la quale, anziché avvicinare l’immagine (escamotage meccanico che vizia e impigrisce il fotografo) provoca e invita ad avanzare e retrocedere per puntare nel mirino spigoloso, però ben adatto anche ad aperture quadrangolari di prospettiva teatrale da percorrere con il raggio dello sguardo vigile e indagatore, il bersaglio lontano e mostrarlo come forse non lo abbiamo mai visto”.
Il sindaco Silvio Maria Tealdi sottolinea la particolarità del luogo: “L’area prescelta è uno dei balconi più belli che si affacciano sui nostri sette colli. Situato leggermente al di sotto della chiesetta di San Secondo, da cui è separato dalla strada che fa parte dei sentieri dei Santi e dei Briganti, il Belvedere di San Secondo è un sito di proprietà comunale da quasi trent’anni e mai utilizzato, lasciato colpevolmente abbandonato”.
“La sistemazione prevista insieme allo Studio Morra, che colloca l’opera di Omedé nel punto più importante e panoramico – aggiunge Tealdi – è stata pensata come zona di sosta per viandanti, ciclisti, turisti e residenti: per rilassarsi ma anche per meditare, vuoi per i contenuti che il museo paleontologico dà al panorama visibile, vuoi per la bellezza ora artistica del luogo, vuoi per gli edifici storici che saltano agli occhi sulle colline prospicenti”.
Per tutti un’occasione da non perdere, a partire dall’inaugurazione. Chiusura con rinfresco.
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