Miravalle (Pd): “Dopo Konecta annunciati 70 esuberi anche negli altri due call center astigiani”
Dopo il caso Konecta, con la conseguente chiusura delle sedi di Asti e Ivrea dove sono impegnate oltre 1100 persone costrette al trasferimento nella sede centrale di Torino, il consigliere di minoranza in seno al Pd Michele Miravalle lancia un’altra brutta notizia.
E aggiunge: “Eppure le due aziende si erano “staccate” da Konecta proprio per seguire quella commessa di Iren che, ora, dopo pochi mesi, si scopre essere molto ridimensionata”.
Poi da amministratore pubblico si domanda se “i flussi di lavoro si sono davvero ridimensionati a tal punto da dover dimezzare la forza lavoro”, ma anche perché Iren “non ha garantito quei caricho di lavoro? Visto che IREN ha diversi interessi e investimenti su Asti (Asp, su tutti) può fare qualcosa per evitare che 70 lavoratori vengano licenziati”. E ancora si chiede se i call center sono davvero “un business finito oppure si possono sperimentare modelli sostenibili e compatibili con l’Intelligenza Artificiale”.
“La politica locale dovrà muoversi unita e decisa, è evidente che la città non può permettersi, nel giro di un mese, di perdere quasi 500 posti di lavoro (400 a Konecta e 70 di Mediacom e Tecnocall) – conclude -. Va al più presto aperto un dialogo con Iren per non rassegnarsi e chiedere che arrivi il lavoro promesso”.