Briccarello e Bosia: “Gli autobus Asp sono al bivio”
Pare che la gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano per la provincia di Asti sia ormai imminente. Questo impone un’accelerazione alla discussione onde evitare di fare passare le decisioni come inevitabili e frutto di obblighi tecnici. Ci teniamo a ribadire, a differenza di quanto spesso sostenuto dai nostri amministratori, che non è l’autorità di bacino del Trasporto Pubblico Locale (nel nostro caso Sud Est, territorio delle province di Alessandria ed Asti) a decidere il tipo di servizio: l’ambito è al massimo lo strumento che, ricevute le indicazioni dagli enti locali su qualità e tipologia del servizio da erogare, prepara l’iter procedurale per la sua attuazione. Ne sono la prova alcuni comuni come Torino, Vercelli e Biella che non andranno in gara avendo comunicato all’ambito che intendono affidare in house servizio di trasporto ad una società pubblica.
Dopo anni in cui le nostre richieste di informazioni sono state liquidate sbrigativamente, ora l’Amministrazione si trova al primo vero passaggio in cui deve dimostrare il suo progetto sui servizi pubblici della città. E non è una decisione che può essere scaricata sui vertici di Asp, che sono al massimo coloro che devono fornire bene un servizio che gli è stato affidato. È la politica che deve decidere. Cosa intende chiedera il Comune all’ambito? Di fare la gara? Oppure ha preso in considerazione di affidare il servizio in house scorporando il ramo d’azienda, liquidando il socio privato e formando una società pubblica con gli altri enti del territorio?
In caso si faccia la gara, Asp sta preparando un RTI con altri soggetti? Oppure ha le forze da sola per gestire il servizio?
Infine, sempre in caso di gara, il servizio di noleggio e riscossione parcheggi che fine fará?
La gara apre molto interrogativi, in primis sulle linee e su come verrà strutturato il nuovo servizio. È infatti cosa nota che all’equilibrio del settore trasporti concorrano anche gli introiti dei parcheggi, che in questo caso rimarrebbero fuori dalla gara. Linee e corse rimarranno intatte o si da per scontata una riduzione dovuta al minor budget? E ci sarà possibilità per le nuove amministrazioni di organizzare il servizio diversamente? La gara, inoltre, imporrá la scomparsa di alcune fermate frazionali che attualmente possono contare sul “doppio servizio” urbano-extraurbano?
In secondo luogo, c’è la questione della qualità del lavoro. Non è solo questione di capire il nome di quale azienda verrà “appiccicato” sui giacconi degli autisti, come dice qualcuno. Solo negli ultimi due anni, infatti, si sono licenziati ben 5 autisti per andare da altri operatori; due non sono stati confermati nonostante la carenza assoluta di personale: almeno 4 andranno in pensione nei prossimi mesi e già ci attendiamo problemi nella loro sostituzione. Insomma, se il posto fisso nel pubblico è per antonomasia il posto più ambito, nel settore trasporti Asp deve esserci qualche elemento che non lo rende così appetibile. E se lo scopo ultimo delle gare è quello di razionalizzare i costi, come sarà possibile invertire questa rotta?
Intantο, da qualche mese, il dirigente del settore trasporti ha avuto anche l’incarico di dirigente dell’igiene urbana. Un fatto dovuto alle contingenze degli eventi – sarebbe bello sapere anche il vero motivo per cui dalla sera alla mattina il dirigente dell’igiene ha rassegnato le dimissioni – oppure è il segnale che a breve non servirà più il dirigente del trasporto pubblico?
Crediamo che il consiglio comunale debba essere coinvolto al più presto con una delibera di indirizzo. Se, come viene sempre detto, l’obiettivo del Comune è la prosecuzione di Asp nella sua conformazione attuale, questo è il momento di dispiegare le strategie.
Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, consiglieri comunali di Uniti Si Può