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Per i vini piemontesi arriva l’indicazione geografica “Piemonte”
VINO E CANTINE
Stella Palermitani 
12 Gennaio 2026

Per i vini piemontesi arriva l’indicazione geografica “Piemonte”

Per i vini piemontesi arriva l’indicazione geografica “Piemonte”, già approvata dai Consorzi di Tutela. Monchiero (Consorzio Piemonte Land): «Occasione imperdibile per fare realmente squadra e promuovere il nostro sistema vino in Italia e nel mondo». Se ne parlerà anche a “Grandi Langhe e il Piemonte del vino”, la rassegna vinicola in calendario dal 26 al 27 gennaio a Torino

Nato da un’idea del Consorzio Piemonte Land of Wine, l’ente che raggruppa i Consorzi vitivinicoli piemontesi di cui è presidente Francesco Monchiero, l’indicazione geografica “Piemonte”, che potrà essere inserita in etichetta insieme alle grandi denominazioni vinicole piemontesi, è uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni per la promozione del vino del Piemonte.

Se ne parlerà anche a “Grandi Langhe e il Piemonte del vino”, la vetrina del vino piemontese in programma dal 26 al 27 gennaio negli spazi delle OGR di Torino, capace di richiamare migliaia di operatori, buyer e rappresentanti della stampa e dei media specializzati da tutto il mondo.

L’idea alla base del progetto è chiara: promuovere le grandi denominazioni piemontesi — dalle Langhe al Monferrato, all’Astigiano, al Roero e all’Alto Piemonte — non solo attraverso le loro identità specifiche, ma anche sotto un’unica indicazione geografica “ombrello”, appunto Piemonte, capace di raccontare in modo immediato il valore complessivo di una regione che rappresenta una delle eccellenze assolute del vino italiano.

Non a caso proprio pochi giorni fa il Golden Vines Report 2025, documento frutto di sondaggi realizzati in 110 Paesi con il contributo di oltre 830 professionisti tra importatori, wine writer, Master of Wine, sommelier, distributori, ristoratori, Case d’Aste, ha eletto il Piemonte a regione vitivinicola più promettente e attrattiva per il 2026 a livello mondiale, davanti a Champagne, Borgogna e Toscana. Non è poco.

«Il Piemonte del vino è un sistema straordinario per qualità, storia e diversità – annota Monchiero —, ma oggi più che mai – avverte – dobbiamo essere in grado di presentarci in modo coordinato. La l’indicazione geografica “Piemonte” nasce per affiancare, non per sostituire, le singole denominazioni, offrendo loro una piattaforma comune di visibilità e di promozione. La rassegna Grandi Langhe – aggiunge il presidente di Piemonte Land of Wine – nata dall’iniziativa dei Consorzi del Barolo, Barbaresco e Roero e poi, grazie alla collaborazione con Piemonte Land, allargata a tutti gli altri territori vitivinicoli piemontesi, dimostra come fare squadra paghi in termini di visibilità, massa critica e potere contrattuale in tema di comunicazione e promozione. Sulla scorta anche di altre vetrine vinicole simili, come il Grands Jours del Bourgogne (appuntamento che presenta tutta la produzione vinicola nel cuore della Borgogna) – dice Monchiero -, abbiamo imparato che operare in team fa bene a tutti, alle denominazioni più blasonate come a quelle emergenti, perché in un solo evento possiamo presentare l’intera potenzialità e la splendida varietà e creatività di un sistema vino Piemonte che è sempre più attrattivo e accattivante, come qualità e sostenibilità dell’offerta anche in termini di paesaggio, ambiente e turismo».

Un’esigenza, quella dell’indicazione geografica “Piemonte”, sospinta anche dall’evoluzione dei mercati internazionali, dove la competizione è sempre più intensa e la capacità di farsi riconoscere diventa decisiva. «Spesso, all’estero, consumatori e professionisti riconoscono prima la regione che la singola doc o docg. Piemonte è già sinonimo di grandi vini: strutturare questa percezione e trasformarla in un vero progetto di comunicazione significa dare più forza a tutti»sottolinea il presidente di Piemonte Land of Wine.

L’iniziativa prevede azioni di promozione integrate, dalla partecipazione coordinata a fiere ed eventi internazionali, fino a iniziative di comunicazione e incoming, con l’obiettivo di raccontare il Piemonte come un mosaico di territori uniti da valori comuni: qualità, identità, sostenibilità e legame profondo con il paesaggio. Un paesaggio che, nella maggioranza delle sue aeree vitivinicole, è riconosciuto, già dal 2014, ben prima di altre zone di pregio italiane e europee, come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un elemento, questo, che rafforza ulteriormente il posizionamento dell’indicazione geografica “Piemonte” nel mondo e che, come segnalano recenti indagini, ha avviato flussi turistici importanti e promettenti legati anche alla produzione vinicola oltre che alla ristorazione e agli altri appeal di territorio, dalle città d’arte al trekking, dal benessere della “green therapy” alla riscoperta di borghi antichi.

«Non si tratta solo di marketing — tiene a precisare Monchiero —. È anche una visione strategica. Mettere insieme le denominazioni significa essere più incisivi sui mercati lontani e dialogare con interlocutori internazionali in modo più strutturato».

La possibilità di aggiunge l’indicazione geografica “Piemonte” sulle etichette dei vini piemontesi, già approvata e inserita nei disciplinari di quasi tutti i Consorzi di tutela, rappresenterà, dunque, un momento chiave per condividere il progetto con produttori, consorzi e operatori del settore, raccogliendo contributi e costruendo un percorso realmente condiviso. «Vogliamo che l’indicazione Piemonte sia una casa comune un progetto aperto, capace di crescere nel tempo e di accompagnare il vino piemontese nelle sfide dei prossimi anni» conclude Monchiero.

Con il progetto di indicazione geografica “Piemonte”, il Consorzio Piemonte Land of Wine lancia quindi un messaggio chiaro: l’identità dei grandi vini piemontesi passa dalla valorizzazione delle differenze, ma anche dalla capacità di presentarsi uniti, parlando al mondo con una voce sola.

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INDICAZIONE GEOGRAFICA PIEMONTE
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