Tre domande a… Manlio Graziano
In una situazione internazionale molto complessa, dovuta ai conflitti in atto e alle relazioni internazionali instabili, il futuro risulta sempre più incerto. Il ruolo dell’Europa appare labile e compromesso, debole nei settori della sicurezza, della difesa e della tecnologia.
Ne parliamo con Manlio Graziano, analista geopolitico. È stato docente alla Paris School of International Affairs di SciencesPo, alla Sorbona e all’American Graduate school. Insegna all’Università Bicocca di Milano, al Geneva Institute of Geopolitical Studies e all’Université ouverte di Versailles. Dirige il Nicholas Spykman International Center for Geopolitical Analysis; scrive sul Corriere della Sera, Appunti di Stefano Feltri, Gnosis, International Affairs Forum. È autore di numerosi saggi e monografie, tradotti in varie lingue. L’ultima opera, “Come si va in guerra. Propaganda, interessi, ideologie: cosa infiamma lo scontro tra potenze”, uscirà per Mondadori il 24 febbraio.
Nel suo libro del 2024, “Disordine mondiale”, riteneva che il carattere conflittuale della politica mondiale era destinato a durare. Questi ultimi due anni le hanno dato ampiamente ragione. Ma perché viviamo tempi così complessi?
“Si può parlare di un concorso di circostanze. C’è però una questione generale alla base del contesto inevitabile di crescente disordine, determinato dal declino degli Stati Uniti, potenza dominante per decine di anni, prima di cominciare a perdere peso nei confronti di altri competitor. Oggi non sono più in grado di controllare le relazioni internazionali e le fanno saltare in modo disordinato. Si aggiungono poi una serie di questioni particolari che si innestano sul contesto generale, contribuendo a incrementare il caos”.
Che impatto avrà l’intervento di Trump in Venezuela?
“L’impatto è estremamente importante. C’è stato un salto rispetto alla prima amministrazione Trump. Tutte le regole sono saltate, dal punto di vista giuridico e pratico. Gli americani stanno sabotando le regole dell’ordine internazionale che essi stessi avevano scritto; l’attacco al Venezuela ha creato un precedente, che può dare il “via libera” a tutti, generalizzando il caos. Ognuno si sentirà legittimato ad agire senza tener conto del diritto internazionale. Gli Usa non solo non danno più garanzie di sicurezza, ma danno crescenti garanzie di insicurezza: è questo il senso profondo di questa mossa. Anche l’atteggiamento nei confronti di Taiwan è ambiguo, se effettivamente si lascia che la Cina faccia ciò che vuole. Il possibile messaggio di fondo è che il mondo possa essere spartito tra Usa, Cina e Russia”.
Cosa pensa di una dichiarazione come quella di Trump che dice “Non ho bisogno delle regole del diritto internazionale, mi fermerà la mia morale personale”?
“Già solo pensare che il mondo possa dipendere dalla morale di un uomo come Trump è abbastanza preoccupante. Trump ha voluto ribadire che gli Stati Uniti non hanno bisogno delle regole del diritto internazionale. Con questi attacchi stanno dimostrando anche di voler far saltare la Nato, vista come un legaccio che impedisce loro di muoversi come vogliono”.
L’intervista completa e altri approfondimenti sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 16 gennaio 2026
Laura Avidano