Tre domande a… Alberto Barachini
Informazione, democrazia e sfida digitale. In un tempo in cui fake news, intelligenza artificiale e crisi economica mettono sotto pressione il sistema dei media, il Governo rivendica una linea di sostegno all’informazione professionale e al pluralismo. Con il Sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini abbiamo affrontato i nodi centrali: il valore del giornalismo come argine alla disinformazione, il futuro dei contributi pubblici, l’impatto dell’IA e il legame profondo tra informazione di qualità e partecipazione democratica. Il ruolo che può e deve svolgere l’Unione Europea.
Sottosegretario, lei ripete spesso che bisogna sostenere l’informazione professionale. La definisca.
“Viviamo una fase di grande confusione informativa: il cittadino è immerso in una “nube” di contenuti in cui diventa sempre più difficile distinguere ciò che è verificato da ciò che non lo è. Il giornalismo professionale, con la verifica delle fonti e la responsabilità personale del giornalista, è il principale argine a fake news e deepfake. Sostenere l’informazione significa quindi difendere questo presidio”.
Qual è il rischio se ciò non accade?
“Il consumo della fiducia. L’informazione falsa o non verificata mina la credibilità complessiva del sistema e allontana i cittadini dall’informazione professionale. Se perdiamo la fiducia, perdiamo anche l’interesse e, alla lunga, la partecipazione democratica”.
Quali strumenti avete messo in campo per contrastare questa situazione?
“Abbiamo introdotto criteri di sostegno che valorizzano il lavoro giornalistico, come il cosiddetto “valore giornalista”: più giornalisti significa più informazione professionale. Inoltre, abbiamo avviato una Commissione sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore informativo, per comprenderne rischi e opportunità”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 13 febbraio 2026
Chiara Genisio, vicepresidente vicario Fisc e Stefano Stimamiglio, direttore Famiglia Cristiana