San Damiano festeggia Luigi Pedrolo 100 anni portati con orgoglio e carattere
Il 10 febbraio 1926, a San Damiano d’Asti, nasce Luigi Pedrolo, in un anno che segnò profondamente la storia d’Italia: il 1926 fu infatti l’anno delle cosiddette Leggi Fascistissime, con cui il regime di Benito Mussolini pose fine alla democrazia liberale e consolidò il controllo totale del Partito Nazionale Fascista.
Scrive di lui il figlio, Mauro Pedrolo. “terminata la scuola dell’obbligo, ancora giovanissimo, si arruolò nelle file partigiane, dove rimase fino alla fine del 1945. Operò come partigiano autonomo di supporto logistico, con l’immancabile fazzoletto azzurro al collo. Si occupava di approvvigionamenti (cibo, bevande, vestiario, medicine, munizioni), destinati ai partigiani nascosti nelle campagne, in casolari e cantine isolate. Fu staffetta, informatore e vedetta, monitorando i movimenti delle truppe nemiche e avvisando dell’arrivo dei rastrellamenti. Scelse come nome di battaglia “Tito” e collaborò con la 23ª Brigata “Canale Renzo Cattaneo” e il locale distaccamento attivo tra San Damiano, Revignano, Cisterna e Canale. Vivo il ricordo dell’episodio tra Cisterna e Santo Stefano Roero, in cui un pugno di partigiani affrontò una colonna di quattrocento repubblichini. Continuò il suo impegno come partigiano non combattente fino ad arrivare alla stazione di Porta Nuova e festeggiare quindi la Liberazione di Torino nella primavera del 1945. Dopo la guerra, la sua vita proseguì con varie mansioni: dal commerciante di generi alimentari al venditore di automobili; soprattutto si dedicò con dedizione alla famiglia, come marito e padre dell’unico figlio, che sostenne con sacrificio e sudore durante i lunghi anni di studio. Oggi – conclude – vive in piena salute, guardando con serenità e determinazione al prossimo traguardo dei 101 anni”.