L’allarme di Confcommercio Asti: “Tra dieci anni chiuderanno un quarto dei negozi”
“Nei prossimi dieci anni chiuderà un quarto dei negozi”. E’ questo il dato che emerge da un analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio.
“Se si tiene conto che il commercio è sempre stato un presidio sociale , di sicurezza e di forte identità territoriale , l’aumento delle “chiusure” che stiamo rilevando è una questione a cui va posta la giusta e doverosa attenzione per capire quali possono essere i rimedi o gli interventi per invertire questa preoccupante tendenza – sottolinea il direttore di Confcommercio Asti Claudio Bruno -. Non è solo una questione di sostenibilità economica, ma è un segnale di perdita di competitività, di attrattività e di fiducia anche nei confronti di nuovi possibili investitori che hanno la percezione, in certi casi, di degrado e di incertezza”.
Incertezza che fa si che tanti negozi aperti negli ultimi due anni abbiano già chiuso a causa del “caro affitti” , che Confcommercio intende contrastare con il progetto “affitti calmierati”, dell’incidenza del costo del personale , delle materie prime, dei costi energetici condizionati dall’andamento dei mercati internazionali.
“Segnali di allarme” che preoccupano i commercianti. Ma non sono solo questi a preoccupare. Confcommercio punta il dito anche sull’ampliamento (mancato) della Ztl.
“Sarebbe bello , ma è necessario valutare molto attentamente se ce lo possiamo permettere senza che vengano ulteriormente compromessi la viabilità e i parcheggi”, aggiunge ancora Bruno.
Confcommercio Asti è certa che i commercianti abbiano la consapevolezza che se si creassero le condizioni per migliorare l’ attrattività e l’accoglienza tramite interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana , il comparto ne gioverebbe molto. “Servono gli interventi di manutenzione e servono i cantieri che sono sicuramente necessari , ma che potrebbero anche essere programmati in periodi dell’anno diversi (magari in estate)”, sottolinea.
“La sofferenza del commercio è un problema nazionale e per combattere questo ”trend” serve la determinazione e la volontà di fare sinergia tra pubblico e privato – conclude Bruno -. Da parte di Confcommercio l’impegno c’è e riguarda la valorizzazione dei luoghi Patrimonio dell’ Unesco, la rigenerazione e modernizzazione dei centri storici e delle periferie, il rilancio delle attività storiche, i servizi e la logistica, temi e le sfide contenute nel nostro progetto Cities – Città e Terziario – Innovazione Economia e Socialità”