Tre domande a… Alice Sotero
Tre Olimpiadi, cinque discipline, una sola regola: non rinunciare a niente. L’astigiana Alice Sotero è una campionessa di pentathlon moderno (scherma, nuoto, equitazione, corsa e tiro). Cresciuta nella Junior Pentathlon Asti e oggi atleta delle Fiamme Azzurre, compagna dell’ex azzurro Nicola Benedetti, la sua è la storia di un’atleta che ha scelto di restare profondamente legata alla sua città, una donna che ha voluto essere madre senza smettere di essere competitiva, una professionista che ha guidato in prima persona il proprio percorso. In un mondo che spesso chiede alle donne di scegliere, Sotero ha deciso di tenere insieme tutto. E questa è la sua impresa più grande.
Cosa significa portare le sue radici astigiane fino alle Olimpiadi?
“Significa sapere sempre dove tornare. Sono stata spesso a Roma, perché il nostro sport ruota molto attorno alla Capitale, ma mi sono accorta che le grandi città non fanno per me. Ho bisogno di una dimensione più raccolta, più umana. Ad Asti posso muovermi a piedi, in bicicletta, incontrare le persone che conosco da sempre. Quando gareggio dall’altra parte del mondo, so che la mia forza viene anche da quella semplicità”.
C’è qualcosa del Piemonte che sente dentro mentre gareggia?
“Le colline. Quando corro e penso ai panorami di Viatosto mi sento a casa. Il Piemonte ha una bellezza silenziosa e profonda. Mi riconosco in questo: sono una persona che costruisce giorno dopo giorno, con costanza. È il carattere della mia terra”.
Da dove è partito il suo percorso sportivo?
“Dalla Junior Pentathlon Asti ed è stato fondamentale. I miei allenatori mi hanno cresciuta da ragazzina, non solo come atleta ma come persona. Sono legami che restano. È lì che ho capito che potevo provarci davvero”.
L’intervista completa e altri approfondimenti sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 6 marzo 2025
Cristiana Luongo