Il commento al Vangelo di domenica 12 aprile (Gv 20,1-9) a cura di Fabio Celestre e Ilaria Forno

Il Vangelo di questa domenica è estremamente ricco, ma proviamo ad accogliere questa sfida cercando di sottolineare i temi che più ci hanno ispirati. È il Vangelo della paura dei discepoli, dell’incapacità di comprendere profondamente quanto sia accaduto. Anche noi oggi sentiamo di vivere in un mondo incerto, di conflitti e di odio.

Oggi per tre volte viene ripetuto dal Signore: “Pace a voi”, parole di speranza che insegnano a ritrovare armonia e tranquillità dei cuori, “lì dove sei”, anche nei problemi e nelle preoccupazioni. Questa pace nasce in noi nel riconoscere e credere che Dio ha vinto la morte per davvero, e che ogni male possa essere sconfitto e perdonato solo grazie all’Amore.

È il Vangelo dell’incredulità di Tommaso. Vengono ripetuti più volte i segni della sofferenza di Gesù, questo per darci l’esempio di cosa significhi che non c’è Amore senza sacrificio: è grazie ai segni che Tommaso riconosce il suo Dio. Noi oggi non possiamo più mettere le nostre dita in quei segni, possiamo però “toccare” l’esempio di coloro che fanno della loro vita una testimonianza e lasciarci ispirare.

È il Vangelo del coraggio dello Spirito che Gesù soffiò sulla paura, e che continua a soffiare su coloro che, pur non avendo visto, provano ogni giorno, con la loro vita, a credere.

Concludiamo questo pensiero ricordandoci che siamo noi i destinatari di quel messaggio: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”, augurandoci il coraggio di provare ogni giorno a superare le nostre paure e le nostre incredulità.