Gemina, uno specchio tra il Monferrato e l’Armenia, presentato in anteprima a Milano
È stato presentato a Milano, al Cinema Anteo, il documentario “Gemina – Echoes of Identity Across Borders”, prodotto dall’associazione SiAmo il Monferrato e diretto dal videomaker astigiano Alessio Mattia.
Il film si configura come un ponte culturale tra Monferrato e Armenia, un dialogo visivo e umano che attraversa temi profondi quali la diaspora, la spiritualità e le strutture religiose, ma anche la vinificazione e l’arte. Lo sguardo è rivolto al futuro di due territori in crescita, capaci di riconoscersi affini pur nella distanza geografica. Gemina rappresenta il primo capitolo di una trilogia che intende mettere in relazione il territorio monferrino con altre realtà internazionali: è già in fase di pre-produzione il secondo episodio, dedicato alla Transilvania, mentre il terzo varcherà i confini europei per approdare in Giappone.
La proiezione, presentata come première internazionale, ha visto una partecipazione ampia e trasversale, con la presenza di istituzioni armene e amministratori locali dell’Astigiano. Tra gli interventi, quelli del Console armeno a Milano Pietro Kuciukian, del presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia Baykar Sivazliyan e del sindaco di Calosso Mauro Rodini, oltre ai rappresentanti della produzione.
Una sala gremita ha accompagnato la presentazione del progetto da parte di Simona Paniati, alla guida dell’associazione impegnata nella valorizzazione del territorio attraverso relazioni e collaborazioni internazionali. Sono seguiti i saluti di Silvia Izzo, in rappresentanza della produzione armena Nork Group e Hayeli, e l’intervento del regista, che al termine della proiezione ha condiviso con il pubblico alcuni aspetti tecnici e produttivi del lavoro.
“Echoes of Identity Across Borders” è un documentario realizzato in collaborazione con la Fondazione Time2 e sostenuto da produttori privati con il supporto della Regione Piemonte. Il film si sviluppa attraverso 24 interviste realizzate tra Italia, Armenia e Francia, in quattro lingue, a testimonianza del respiro internazionale del progetto.
Tra i protagonisti figurano artisti come Tigran Tsitoghdzyan, Ugo Nespolo e Ottavio Coffano, musicisti quali Tigran Hamasyan e Maurizio Redegoso, insieme a studiosi e accademici tra cui Piercarlo Grimaldi, Francesco Scalfari, Luigi Berzano, Carlo Pertusati e Ghoukas Khachatryan, oltre all’imprenditrice e stilista franco-armena Armine Ohanyan.
Attraverso i racconti legati alla diaspora armena e le riflessioni su come i fenomeni migratori abbiano trasformato il paesaggio umano e culturale piemontese, il documentario costruisce una narrazione stratificata. Emergono connessioni profonde tra identità e spiritualità, espresse anche nella sobrietà delle architetture religiose, così come un dialogo fertile tra tradizioni enologiche, quella armena e quella monferrina, entrambe radicate nella storia e nella relazione con la terra.
Le prossime presentazioni sono in programma a Torino, il 14 maggio, negli spazi della Società Canottieri Armida, per poi proseguire nell’Astigiano e a Venezia. Sono, inoltre, previste tappe internazionali a Yerevan, Parigi, Tokyo e New York, città coinvolte nella realizzazione del documentario e legate da rapporti diretti con la produzione.
Questo slancio oltre i confini rappresenta la cifra distintiva dei progetti dell’associazione: Gemina, Convivia, Futura e Vivere. Un percorso che unisce cinema, cultura gastronomica, green economy e benessere, con l’obiettivo di consolidare relazioni internazionali e sviluppare nuove opportunità, guardando anche a contesti emergenti come l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti, in vista di appuntamenti globali come Expo Riyadh 2030.