Crossodromo di Castagnole Monferrato, il TAR respinge il ricorso della Monferrato Srl
Il TAR Piemonte, con la sentenza n. 01818/2026, ha respinto il ricorso presentato dalla Monferrato Srl contro la determina della Provincia di Asti del 31 gennaio 2023, con cui era stato espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto per la realizzazione di un crossodromo, e contro il conseguente provvedimento del SUAV di conclusione negativa del procedimento.
La decisione rappresenta un nuovo e significativo passaggio nella vicenda, iniziata oltre dieci anni fa, relativa al progetto di un impianto per il motocross nella Valle Randolo, in località Valenzani, nel Comune di Castagnole Monferrato.
Si tratta di un intervento di notevoli dimensioni, che nel corso dell’iter amministrativo era stato oggetto di valutazioni e osservazioni relative, tra l’altro, agli impatti ambientali e acustici e alla trasformazione dell’area. Tra gli elementi evidenziati dal Comitato Vigilanza Motocross anche l’abbattimento previsto di oltre 7.500 piante di alto fusto.
Nato inizialmente con l’obiettivo di seguire e vigilare sull’iter amministrativo, il Comitato ha accompagnato la vicenda per oltre un decennio, opponendosi successivamente alla realizzazione dell’impianto e coinvolgendo nel tempo associazioni e cittadini impegnati nella tutela del territorio.
«Con questa sentenza – dichiara Claudio Vella, presidente del Comitato Vigilanza Motocross – possiamo affermare che è stata messa una pietra tombale sul progetto così come lo abbiamo conosciuto e contrastato. Alla luce della decisione del TAR e della mancata presentazione, in questi ultimi anni, di progetti capaci di superare le criticità evidenziate dalla Provincia, riteniamo che l’iniziativa della Monferrato Srl possa considerarsi conclusa».
«È un risultato che premia il lavoro e la determinazione di tutta la squadra del Comitato, dei professionisti coinvolti e delle associazioni che ci hanno affiancato. In questi anni abbiamo cercato di evidenziare, attraverso documenti e osservazioni, quelle che a nostro giudizio erano le forti criticità di un progetto che avrebbe prodotto conseguenze importanti sul territorio senza portare reali benefici alla comunità castagnolese».
Il Comitato richiama inoltre la complessità e la durata dell’iter amministrativo, sviluppatosi nell’arco di oltre dieci anni e caratterizzato dal coinvolgimento di numerosi enti e strutture pubbliche, da otto Conferenze di Servizi e da diversi procedimenti amministrativi giudiziari.
«Come cittadino – prosegue Vella – non posso non rilevare la quantità di risorse pubbliche e professionali impiegate in tutti questi anni per valutare un progetto che fin dalla nascita ritenevamo non avere solide basi di sostenibilità tecnico-economica. È stata una vicenda lunga e impegnativa, che ha assorbito energie che avrebbero potuto essere dedicate anche ad altre prospettive di sviluppo per Castagnole Monferrato».
Il Comitato auspica ora che la conclusione della vicenda possa aprire una nuova fase di confronto sul futuro dell’area.
«Ora crediamo sia il momento di guardare avanti e di ragionare su investimenti e iniziative coerenti con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e sociali di Castagnole Monferrato, capaci di generare opportunità reali e concrete per chi qui vive e lavora. La tutela del territorio che abbiamo portato avanti in questi anni non è mai stata una battaglia contro qualcosa fine a se stessa: significa anche interrogarsi su quale sviluppo vogliamo per il nostro territorio».