Michele Miravalle: i cinque nodi irrisolti da affrontare prima della fine del mandato
Quello di lunedì sera sarà il primo consiglio dove finalmente la giunta sarà al completo, compreso il sindaco. In questi mesi infatti, a causa del doppio incarico sindaco-banchiere e dei potenziali conflitti d’interesse, il sindaco aveva partecipato pochissimo e spesso aveva lasciato l’aula.
L’amministrazione è stata di fatto “congelata” e tutte le scelte più importanti sono rimaste in sospeso. È solo grazie all’impegno dei dipendenti comunali che l’ordinaria amministrazione ha potuto proseguire senza clamorosi intoppi.
Su alcune questioni strategiche però non si può perdere altro tempo. Per questo, le opposizioni in consiglio comunale chiedono di affrontare con la massima serietà cinque grandi temi rimasti in sospeso:
– La viabilità e i nodi del traffico. Con la riapertura delle scuole il traffico astigiano è tornato è tornato caotico e l’inquinamento insopportabile (nonostante ancora non siano accesi gli impianti di riscaldamento). Da tempo abbiamo avanzato proposte su come risolvere alcuni nodi critici
della viabilità, su tutti quello di piazza Torino – Viale Don Bianco e di Corso Savona.
– Il futuro di Asp, Gaia e delle società partecipate. Per entrambe le società si avvicinano scadenze importanti, che potrebbero determinarne il futuro e la loro stessa esistenza. È inaccettabile che il Comune arrivi impreparato a queste scadenze. Sulla gestione degli acquedotti e del servizio idrico in particolare, serve finalmente fare una scelta chiara: mantenere il controllo pubblico del sistema idrico di Asti e degli acquedotti della provinciale ed evitare così che il servizio vada a “gara”
a partire dal 2030.
– La crisi del lavoro. Sarà purtroppo un ‘autunno caldo’ per i 400 lavoratori dei call center astigiani, che rischiano di vedere chiuse per sempre le loro sedi in città;
– Contenitori vuoti, edilizia popolare e i rapporti con ATC. Senza che il Consiglio comunale sia stato informato, si è aperto un ‘contenzioso’ con l’agenzia per la casa sulle spese non pagate dagli inquilini morosi. Si tratta di quasi un milione di euro all’anno. Se la questione non viene risolti il rischio è non poter fare le manutenzioni necessarie alle case popolari e accumulare un debito ingestibile. Rimane poi inattuata la proposta di un mappatura completa dei contenitori vuoti della città, fondamentale per immaginare nuovi utilizzi e per essere proposti a potenziali investitori. Nel bilancio previsionale, grazie ad un emendamento delle opposizioni, si era detto che si
sarebbe fatta, ma ad oggi il consiglio comunale non ha ricevuton aggiornamenti
– Le spese di Collina Volta. I proprietari alcuni giorni fa hanno scoperto che la loro attesa è stata inutile: questa Amministrazione chiederà loro di pagare fino all’ultimo euro le spese per il contenzioso trentennale degli espropri di Collina Volta, compresi gli interessi e le spese legali. Le possibili soluzioni tecniche sul tavolo non sono state esplorate e, nei prossimi giorni, inizieranno le operazioni di recupero delle somme richieste.
Su ognuno di questi temi, le opposizioni hanno proposte concrete e realistiche.
La maggioranza ha davanti a sé due strade: “rimandare” ogni decisione e provare ad arrivare a fine consiliatura senza decidere nulla oppure portare questi temi in consiglio comunale e iniziare – finalmente – un confronto serio e responsabile, che negli ultimi mesi non c’è mai stato.