Donne migranti e lavoro transnazionale al Festival dei Popoli
Prosegue il racconto del Festival Dei Popoli sulle donne migranti impegnate nel lavoro di cura. Questa sera, presso la Sala delle Conferenze della Camera di commercio di Asti, in piazza Medici 8, si terrà l’incontro “Il welfare invisibile: donne migranti tra lavoro di cura e legami transnazionali”. Un dialogo tra Marie-Jeanne Balagizi Sifa, Fondatrice e Coordinatrice del Forum Africane Italiane, e Silvia Dumitrache, Presidente Donne Rumene in Italia. A moderare l’incontro Chiara Mwanda, Ufficio Pastorale Migranti.L’appuntamento si inserisce nella serie di incontri dedicati al racconto delle donne che emigrano dalla propria casa per dedicarsi al lavoro di cura in un Paese straniero. Tema già al centro dello spettacolo teatrale tenutosi giovedì 5 ottobre al Teatro della Torretta. Lo spettacolo, dal titolo “Sindrome Italia. O delle vite sospese” , ha emozionato il pubblico con la rappresentazione vera e sincera di Vasilica Baciu, una donna rumena arrivata in Italia per lavorare come badante, interpretata dall’attrice e autrice Tiziana Francesca Vaccaro.
Lo spettacolo, che prende il nome da quella che la letteratura medica ha definito “Sindrome Italia” , un insieme di disturbi psicologici e condizioni di sofferenza legate alle attività di cura svolte da molte donne migranti impiegate nel lavoro domestico e assistenziale nel nostro Paese, ha raccontato il dramma delle donne che partono lasciando a casa affetti, figli e una parte di sé, intrecciando la fatica del lavoro di cura con la difficoltà dell’integrazione. Lo spettacolo, nato da un lavoro di ricerca realizzato insieme all’associazione “ADIR –Donne romene in Italia” , è stato un intenso viaggio tra Italia e Romania, tra Palermo eMilano. Una storia personale che ha portato alla luce il racconto delle cicatrici della migrazione, della solitudine e di quella femminilità che, anche nelle situazioni più difficili, continua a cercare una strada per tornare a sé, diventando il simbolo di molte altre esistenze segnate dalla distanza e dalla responsabilità della cura.
L’incontro di stasera porta così il carico emotivo dello spettacolo di giovedì, per approfondire maggiormente l’analisi del contributo fondamentale e invisibile delle lavoratrici straniere all’assistenza e al benessere delle nostre famiglie, sospese tra il lavoro in Italia e gli affetti rimasti nei paesi d’origine. Attraverso l’esperienza di chi tutela i diritti delle donne africane e della comunità rumena, l’incontro di stasera affronterà nodi cruciali, come la maternità a distanza, la conciliazione lavorativa e l’integrazione socio-economica. Un confronto per dare valore al lavoro di cura e trasformare il sacrificio individuale in riconoscimento e diritti formali. Ingresso libero.