Meditando la Parola: Invito ad una Festa
Il commento al Vangelo di domenica 11 ottobre (Mt 22,1-14) a cura di Aurora Masoero
Il vangelo di oggi parla di un padre che organizza una festa per il figlio. Gli invitati però non si presentano e il padre deve mandare i suoi servi a chiamarli più volte.
Il Regno dei cieli viene presentato come un banchetto di nozze, un’esperienza di gioia profonda a cui tutti sono chiamati a partecipare.
Il Signore non si arrende di fronte al nostro rifiuto e alla nostra indifferenza, ma ci lascia libertà nelle scelte: non si impone ma si propone.
Gli invitati del re rappresentano l’uomo che preferisce i propri interessi quotidiani alla relazione con Dio, invertendo le priorità. Quante volte nelle nostre giornate facciamo fatica a sentire Dio perché focalizzati sulle cose sbagliate!
I servi inviati dal padrone rappresentano tutti noi cristiani, la cui missione è quella di trasmettere l’invito di Dio e di facilitare l’incontro tra l’uomo e il Signore.
Il secondo gruppo di invitati, invece, è composto da persone smarrite nel peccato. Loro accolgono l’invito perché sono consapevoli di non meritarlo in quanto peccatori.
In questo modo sperimentano la misericordia di Dio.
Il commensale senza abito nuziale è colui la cui conversione non è sincera ma superficiale, colui che, con mentalità opportunistica, decide di tenere un piede in due scarpe.
La gratuità dell’invito implica una risposta interiore fatta di umiltà nel lasciarsi trasformare accogliendo il dono di Dio. Noi tutti siamo chiamati non solo a partecipare alla festa del Padre, ma anche a diventarne testimoni credibili.