A Calosso si scaldano i motori per la fiera del Rapulè
Calosso si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dell’autunno astigiano: la Fiera del Rapulè, che quest’anno raggiunge la sua 26° edizione.
Un traguardo importante per una manifestazione che, anno dopo anno, è diventata un appuntamento irrinunciabile per chi ama enogastronomia, cultura e tradizioni.
La Fiera del Rapulè trae ispirazione dal nome dall’antica e tradizionalissima pratica della vendemmia dei grappoli tardivi, detti nel dialetto locale Rapulin ‘d San Martin.
Il terzo week-end di ottobre, venerdì 16 (dalle 19 alle 24), sabato 17 (dalle 17.30 alle 24) e domenica (dalle 11 alle 17), terminate le fatiche della vendemmia, quando il clima si rinfresca e le colline dei Paesaggi Vitivinicoli Patrimonio dell’Umanità si tingono dei colori caldi e vivi dell’autunno, il borgo di Calosso si anima con il suo percorso enogastronomico che consente a tutti di deliziare il palato con un vasto assortimento dei piatti tipici della cucina locale accompagnati dagli ottimi vini locali.
Quest’anno non serve alcuna prenotazione e per tutti e tre i giorni, sarà attivo un servizio navetta dai parcheggi di Piana del Salto e San Bovo, in quanto il centro storico non sarà accessibile alle auto private.
L’inaugurazione è in programma venerdì 16 alle 18.45, nel salone Don Monticone, in piazza Sant’Alessandro dove il sindaco Angelo Grasso accoglierà le autorità per il taglio del nastro. Durante il momento inaugurale si parlerà di “crotin”, le antiche cantine scavate nel tufo, del vino Gamba di pernice “Calosso doc” e dei cambiamenti climatici con il noto climatologo Luca Mercalli.
Dalle 19 inizia il percorso enogastronomico tra “crotin” , cortili, vicoli e piazze, per degustare i piatti della tradizione e vini dei produttori dell’Associazione Crota ’d Calos.
Come ormai da 26 anni la moneta ufficiale della Fiera del Rapulè è il “crotin” : 1 crotin = 1 euro . Il cambio dalla moneta tradizionale si potrà effettuare alla cassa in piazza Sant’Alessandro e, all’occorrenza, alla seconda cassa, in piazza Umberto I°.
Quest’anno con l’acquisto della tasca con il calice, al costo di 5 euro, sarà incluso un buono per la prima degustazione, offerta dall’associazione Crota ‘d Calòs, oltre a un buono dal valore di 5 euro da spendere successivamente nelle cantine calossesi aderenti all’iniziativa “Torna a Calosso”, un buon motivo per ritornare dopo il Rapulè!
Il percorso enogastronomico: piatti della tradizione e vini del territorio, arte e cultura e musica
Venticinque sono le proposte dei piatti della tradizione da degustare abbinate a 20 produttori vinicoli dell’Associazione Crota ’d Calos con oltre 100 etichette tra Barbera, Dolcetto, Nebbiolo, Calosso doc , grappe e mixology a base di Asti e Moscato d’Asti.
La Fiera del Rapulè non è solo cibo e vino, ma anche musica con 10 postazioni di intrattenimento e animazione, spettacoli di sbandieratori e gruppi storici, nei cortili e piazze del percorso.
La Fiera del Rapulè è anche cultura e arte: dieci sono le mostre ed esposizioni nei crotin del borgo e nella biblioteca di Casa San Martino: dalle sculture, hobbistica su legno alla tecnica in fibra di carbonio, alla creazione di chiccherie per teste pensanti e anticonformiste, all’esposizione di porcellane e oggetti d’epoca, fino alla collettiva di pittura nella biblioteca di Casa San Martino.
Non mancano installazioni come l’esposizione di crocefissi artistici, oggetti e paramenti sacri nella Parrocchia San Martino, chiesa parrocchiale del ‘600, oltre al Museo multimediale “Museo e d’intorni”.
La domenica, sarà anche dedicata al Mercatino – Fiera Regionale – con le sue bancarelle e i suoi colori.
Un intrattenimento per le famiglie e per i bambini con il “truccabimbi” a cura della C.R.I. e la partecipazione di Loris Gallo con il suo “Bubble bike” per grandi e piccoli.
Per maggiori informazioni www.fieradelrapule.it