Meditando la Parola: Creature amate
Il commento al Vangelo di domenica 18 ottobre (Mt 22,15-21) a cura di Auriela Masoero
Il vangelo di oggi si sviluppa dalla domanda che un gruppo di farisei rivolge a Gesù per metterlo in difficoltà. Egli risponde in modo sintetico e diretto, con un ragionamento logico. Come la moneta del tributo appartiene a Cesare perché ne porta il suo ritratto, così noi apparteniamo a Dio perché Lui ci ha creati a Sua immagine, siamo le sue creature tanto amate. Gesù ci chiama a donarGli il nostro cuore testimoniando concretamente nella nostra quotidianità l’amore che riceviamo da Lui. A me fa bene ricordare quello che Don Bosco, due secoli fa, insegnava ai suoi ragazzi: “Siate buoni cristiani e onesti cittadini”. Essere buoni cristiani significa mettere in pratica il Vangelo ogni giorno, attraverso piccoli gesti di carità e misericordia verso gli altri. La nostra fede ci aiuta a essere onesti cittadini, illumina i nostri passi nella società e dirige al bene le nostre azioni. Noi non siamo del mondo, ma siamo nel mondo e dobbiamo imparare ad accogliere il nostro prossimo con lo stesso amore con cui Dio ci ama, senza farci confondere dalla mentalità del mondo stesso. Siamo liberi figli di Dio, amati di un Amore immenso e perfetto, non abbiamo bisogno di altro.