Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, inaugurata la nuova Cucina 3 della sede di Asti
Una nuova cucina per imparare un mestiere, sperimentare, acquisire competenze e prepararsi a entrare nel mondo del lavoro. È stata inaugurata questa mattina, nella sede di Asti della Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, la Cucina 3, il terzo laboratorio di cucina della sede cittadina, realizzato grazie a un importante finanziamento della Regione Piemonte (120 mila euro), nell’ambito dei bandi dedicati al potenziamento delle strutture e sedi didattiche.
Il nuovo spazio rappresenta un ulteriore investimento nella qualità della didattica e nelle opportunità offerte agli studenti. Attrezzature professionali, nuove tecnologie e monitor a supporto delle lezioni consentiranno di potenziare le attività pratiche, con particolare attenzione anche alla panificazione e alla pasticceria.
L’inaugurazione arriva in un momento di crescita per la Scuola Alberghiera, che nell’anno formativo 2026/2027 registra il numero più alto di iscritti ai percorsi dell’obbligo formativo: 250 ragazzi, con tre classi prime nella sede di Asti e una ad Agliano Terme, quest’ultima composta da 32 studenti. Considerando anche i percorsi rivolti agli adulti, sono oltre 1.500 gli allievi che frequentano complessivamente le attività formative della scuola.
«Questa nuova cucina è soprattutto un’opportunità in più per i nostri ragazzi – sottolinea la direttrice Alessandra Sozio –. La formazione alberghiera ha bisogno di laboratori nei quali gli studenti possano esercitarsi quotidianamente, confrontarsi con le attrezzature e le tecnologie che troveranno nelle cucine professionali e imparare attraverso l’esperienza. Ma il nostro compito non si esaurisce nell’insegnamento di una tecnica. Cerchiamo di educare i ragazzi anche al gusto, alla cura e al bello, perché lavorare nella ristorazione significa saper creare un’esperienza per le persone che accogliamo».
Un’attenzione alla bellezza che riguarda anche gli ambienti scolastici. Durante l’inaugurazione è stato anche ricordato il contributo dell’artista Gabriele Sanzo, impegnato nella realizzazione di murales per rendere più accogliente la sala ristorante della sede di Asti. Un progetto che mette in relazione arte e ristorazione, nella convinzione che anche gli spazi nei quali si studia e si lavora contribuiscano alla formazione.
«La Cucina 3 è il risultato di un lavoro collettivo – dichiara la presidente Annalisa Conti –. Il finanziamento della Regione Piemonte ci ha permesso di compiere un altro passo importante nel potenziamento della scuola, ma dietro questo risultato ci sono tante persone e istituzioni che desidero ringraziare. La Provincia di Asti, oggi rappresentata da Davide Migliasso, tutti i nostri soci, che continuano a credere nel valore della formazione professionale, e l’ASL, con la quale collaboriamo per garantire laboratori conformi alle normative e alle esigenze di sicurezza. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Renza Berruti, sempre al nostro fianco. E naturalmente a tutto il personale della scuola, che ogni giorno contribuisce alla crescita di questa realtà».
La presidente ha inoltre richiamato l’importanza di una rete di enti e sostenitori che accompagna lo sviluppo della Scuola Alberghiera.
A sottolineare il valore del lavoro svolto dal personale è intervenuto Marco Biglia, che ha ringraziato i dipendenti «per la professionalità e la capacità di individuare e cogliere le opportunità offerte dai bandi di finanziamento. Un’attività spesso poco visibile, ma fondamentale per trasformare le risorse disponibili in nuovi strumenti e opportunità formative».
Presente alla cerimonia anche il sindaco di Asti Maurizio Rasero, che si è rivolto in particolare agli studenti: «Questa scuola è uno dei più bei biglietti da visita del nostro territorio, un fiore all’occhiello della provincia. Voi vi state preparando a svolgere un lavoro che avrà sempre più importanza in futuro. Imparare a cucinare significa anche imparare ad accogliere».
La nuova Cucina 3 si inserisce così in un percorso di crescita che riguarda non soltanto il numero degli studenti e il potenziamento delle strutture, ma anche il modo di intendere la formazione alberghiera: unire competenze tecniche, attenzione alle persone, cultura dell’accoglienza e sensibilità per il bello.