La voce di Barbara Molina è ancora commossa quando ricorda, all’inaugurazione della mostra “Enrico VII e gli Astigiani”, sabato scorso, nello Spazio San Giovanni al Museo Diocesano, “due amici, due maestri”, che ciascuno per il suo settore hanno reso possibile questa esposizione di respiro internazionale.
Lo studioso Renato Bordone, a cui si deve il progetto che ha preso forma in questi mesi, coinvolgendo enti e associazioni locali in sinergia con prestigiose istituzioni politiche e culturali italiane ed europee e che mette in evidenza i rapporti tra la politica imperiale di Enrico VII di Lussemburgo e la finanza internazionale del tempo, nella quale i Lombardi astigiani giocavano un ruolo centrale.
L’architetto Fabrizio Gagliardi, artefice del recupero dell’ex chiesa di San Giovanni che ospita fino al 3 febbraio 2012 preziosi documenti sull’attività dei Lombardi provenienti dai principali archivi europei oltre a manufatti e a opere d’arte medioevali.
A Bordone e Gagliardi è dedicata la mostra che illustra il sogno italiano del casato di Lussemburgo e il ruolo dei lombardi astigiani nella finanza europea.
Un modo, per il Centro Studi sui Lombardi, di rievocare il viaggio, sostenuto proprio da una cordata di uomini d’affari astigiani nel 1309, dell’”alto Arrigo” cantato da Dante: un anno più tardi, nel 1310, Enrico VII soggiornò ad Asti durante la tormentata discesa verso Roma.
Le tavole del Codex Balduini – capolavoro dell’arte trecentesca esposto per la prima volta in Italia dal Landershauptarchiv di Coblenza – illustrano la cavalcata di Enrico VII e dei suoi cavalieri, l’ingresso nella città e il ricco banchetto dell’imperatore accolto ad Asti e sono in questa occasione messe a confronto con le pagine del quasi coevo Codex Astensis in quello che Maria Luisa Caldognetto definisce un “connubio spettacolare”.
Queste tavole, dice Egle Micheletto, soprintendente per i Beni Archeologici del Piemonte, “sembrano quasi cartoni di arazzi destinati a essere realizzati da famose manifatture del nord Europa. Ma gli arazzi stessi sono intessuti di fili di vario colore e, come i tessuti, anche le pagine della storia sono intrecciate di storie individuali, di caratteri, di persone, monumenti, oggetti”. Così, in un rimando ideale, questa esposizione ricuce luoghi ed epoche, e prosegue la mostra quella che nel 1996 fu inaugurata nella loggia granducale della cattedrale di Lussemburgo, sottolineando ancora una volta i legami storici e culturali tra i due Paesi.
Statue, pergamene, monete, registri, sigilli, pietre tombali, ostensori, coltelli: la mostra sarà il giovedì dall10 alle 17 solo per scolaresche e gruppi su prenotazione, il venerdì il sabato e la domenica dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 18. Alle 16 di ogni domenica visita guidata gratuita. Rimarrà chiusa il 24, 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio. Info: tel. 0141 399359 email centrostudilombardi@comune.asti.it.
MN
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