Accordo lampo alla Askoll. Dopo una breve ma serrata vertenza, i sindacati e la dirigenza aziendale hanno raggiunto martedì notte un’ipotesi di accordo che prevede il definitivo superamento della dichiarazione di esuberi e la richiesta di cassa integrazione straordinaria per chiusura d’azienda, che avrebbe coinvolto 212 dei 292 addetti occupati nello stabilimento di Castell’Alfero.
In base all’intesa raggiunta, avallata mercoledì dal referendum dei lavoratori, gli esuberi vengono ridotti a 18, oltre ai 51 già annunciati lo scorso anno.
Niente più cassa integrazione triennale per chiusura d’azienda, ma un altro anno di cassa straordinaria per ristrutturazione. Al termine, gli esuberi verranno affrontati con il ricorso alle agenzie di reimpiego e con incentivi alle dimissioni piuttosto consistenti, 18 – 20.000 euro per lavoratore.
Inoltre, l’azienda veneta si è impegnata a realizzare altri investimenti in rinnovo impianti, in aggiunta a quelli già effettuati negli scorsi anni: oltre due milioni di euro, che andranno a migliorare la struttura produttiva dello stabilimento di Castell’Alfero.
Una vera e proprio “inversione a u”, rispetto al drammatico annuncio di un mese fa, che aveva fatto temere per il futuro della presenza Askoll in Piemonte. Decisivo, questa volta, l’intervento della Regione, che aveva fatto desistere l’azienda veneta dai propositi di chiudere l’ex Plaset di Moncalieri e ridimensionare fortemente lo stabilimento di Castell’Alfero.
L’Askoll ha così deciso di mantenere in Piemonte almeno fino a fine anno la produzione del motore universale, che garantisce i volumi necessari a conservare gli attuali livelli di organico. Nel frattempo affiancherà al motore di nuova generazione una linea per un motore sperimentale a marchio Bosch. Lavoratori e sindacati sperano che vengano raggiunti i volumi sperati nella commercializzazione del nuovo motore a marchio Askoll: 500.000 pezzi nel 2012, 800.000 nel 2013, il livello necessario per mettere al riparo lo stabilimento di Castell’Alfero da ulteriori tagli.
Inutile dire che l’accordo soddisfa i sindacati: “viste le premesse, abbiamo conseguito un risultato importante, – afferma Tino Camerano, segretario provinciale della Fim-Cisl – scongiurando un taglio di personale che avrebbe messo in crisi la sopravvivenza stessa dello stabilimento astigiano. Ora speriamo in un buon successo commerciale del nuovo motore a marchio Askoll che verrà prodotto a Castell‘Alfero, sarebbe la migliore garanzia al rispetto dei termini dell‘accordo”.
Massimiliano Bianco
POLITICA
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