La Casa del Consumatore di Asti ha istituito un servizio rivolto a chi ritiene di dover verificare se il rapporto con l’istituto bancario – ed eventualmente con Equitalia – sia stato corretto.
“Nei contratti bancari – spiegano dalla Casa del Consumatore – vi sono ancora clausole che costituiscono vere e proprie vessazioni da parte delle banche. Gli istituti di credito si tutelano quanto più possibile mentre gli utenti sono costretti a fornire garanzie di ogni genere, assoggettati all’esclusiva discrezione della banca e costretti a subire in qualsiasi momento la revoca della linea di credito. La nostra associazione – precisa la dirigenza della onlus astigiana – offrirà a ogni azienda che ne farà richiesta l’analisi gratuita dei rapporti bancari e delle cartelle esattoriali, permettendoci in questo modo di riscontrare eventuali irregolarità e di fornire adeguate soluzioni”.
Le verifiche messe in campo dalla Casa del Consumatore valuteranno inoltre i rapporti di conto corrente (come scoperti di conto o sconto fatture) oltre a mutui, leasing (concessione di un bene a fronte del pagamento di un canone periodico), contratti derivati e swap (scambio d flussi monetari tra due operatori).
Questo fitto incrocio di dati servirà a capire se si fossero verificati casi di anatocismo bancario o usura. Il complesso fenomeno dell’anatocismo bancario (avallato dalla giurisprudenza fino al processo di revisione iniziato con la sentenza numero 21095 della Corte di Cassazione del 4 novembre 2004, che ne ha sancito l’illegittimità per violazione dell’art. 77 della Costituzione) merita un approfondimento che può essere semplificato con un esempio: se un correntista aveva accumulato un debito con la banca di 10.000 euro, poniamo con un tasso d’interesse al 10%, l’istituto creditizio gli addebitava (ogni tre mesi) i relativi interessi, ossia 250 euro, che andavano a gravare subito (senza attendere la fine dell’anno) sul capitale a debito. I successivi interessi a debito venivano calcolati non più sulla somma iniziale – i 10 mila euro sopraccitati- ma su 10.250 euro e così via; con questo sistema il correntista si trovava costretto a pagare, a fine anno, un monte interessi decisamente più elevato rispetto al calcolo annuale.
“Terminate le verifiche si potrà venire a conoscenza se gli interessi pagati erano dovuti o se invece si possa procedere per il recupero del maltolto. In un momento di “credit crunch” (“stretta del credito” sui finanziamenti elargiti dalle banche) è senza dubbio importante analizzare il passato, sia del proprio rapporto bancario che con Equitalia, per tutelare al meglio il futuro”, concludono dalla Casa del Consumatore di Asti.
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