Venticinquesimo numero dell’anno per la Gazzetta d’Asti che nel 2020 spegne 121 candeline. Ecco i principali argomenti della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 26 giugno 2020.

Una Douja diffusa, un Palio a ottobre?

Sarà un “Settembre Astigiano” dimezzato e dilatato sino a ottobre se davvero si correrà il Palio nella settimana dell’arrivo ad Asti della tappa del Giro d’Italia. Intanto la Douja sarà “diffusa” per tutto settembre, con una formula che risponde alle esigenze di tutti: operatori, produttori, organizzatori. Le Sagre non si faranno ma è possibile una vetrina con i prodotti del territorio e la presenza delle pro loco in un fine settimana che andrà definito. Palazzo Mazzetti ospiterà una mostra di arazzi dell’Arazzeria Scassa. Sono queste le conclusioni in estrema sintesi degli “stati generali” che si sono svolti mercoledì in Provincia. I presidenti della Camera di Commercio Renato Goria, della Fondazione Banca di Asti Mario Sacco, della Provincia Lanfranco e il sindaco Mario Rasero hanno buttato giù un programma di eventi per accontentare le richieste della Regione. Intanto lunedì in città parte il nuovo piano del traffico che fa già discutere.

Il valore dopo covid dei centri estivi

L’avvio dei centri estivi quest’anno ha un significato molto diverso dagli altri anni. I centri estivi parrocchiali hanno giocato negli ultimi anni un ruolo ambivalente di “campo d’azione” per giovani e adolescenti a servizio di bambini e ragazzi e di servizio sostitutivo a basso costo per i genitori che non potevano permettersi centri estivi più cari ma a gestione più professionale.  E così l’esito era quello di una burocratizzazione progressiva: titoli di studio degli animatori, locali a norma, ecc. Il tutto aggirabile proponendo un oratorio estivo più a misura di parrocchie ma che magari non andava incontro alle esigenze delle famiglie o perché non si svolgeva tutto il giorno o perché durava solo poche settimane. Quest’anno è diverso. La tenacia nonostante tutte le clausole restrittive più o meno giustificate dalla necessità di tracciare eventuali contagi ha messo sullo stesso piano centri estivi parrocchiali e privati e ha assunto il valore di volontà di ripartire e di non farsi intimidire da quello che c’è stato nei mesi scorsi. Il servizio degli animatori e della pastorale giovanile nel suo complesso non è solo educativo-assistenziale ma risponde a bisogni dei ragazzi che sono diventati primari perché compressi: stare all’aria aperta, incontrarsi, giocare, muoversi e vivere serenamente le vacanze.

Ripartire insieme di gruppo Crat e Caritas 

Un progetto dal nome importante “Ripartire insieme. Mettiamo in circolo la solidarietà”. E’ quello che coinvolge il gruppo bancario Cassa di Risparmio di Asti e Biver Banca e Caritas uniti insieme, come due dita che schiacciano un pidocchio (secondo un proverbio africano, ci vogliono entrambe), per dirla con le parole del vescovo Marco Prastaro, e che insieme hanno creato qualcosa di importante, appunto, e innovativo. Un aiuto a cascata, anzi circolare, che in prima battuta sostiene quelle piccole imprese, commercianti, artigiani colpiti duramente dalla crisi dettata dall’emergenza covid, e in secondo luogo le altre persone aiutate da chi ha avuto questo sostegno con formule che vanno, semplificando, dai buoni spesa in cartoleria ai tagli di capelli gratuiti. Il progetto è stato presentato ieri mattina nel centro formazione della Banca di Asti alla presenza dell’ad Carlo De Martini, il direttore della Caritas Beppe Amico, il vescovo Prastaro e in videoconferenza il presidente Giorgio Galvagno e il delegato regionale Caritas Pierluigi Dovis.

Quei lavoratori dimenticati

“Siamo davanti alla Prefettura di Asti e davanti alle Prefetture di tutta Italia perché da febbraio le lavoratrici e i lavoratori delle mense scolastiche non svolgono il loro servizio”. Mario Galati, segretario generale Filcams Cgil di Asti, spiega così la presenza mercoledì davanti alla Prefettura di Asti, di Cgil-Cisl-Uil e dei lavoratori del settore pulizie e delle mense scolastiche. Servizio prezioso in quanto si tratta di pasti per bambini, la cui preparazione richiede un’alta professionalità: “Sono donne e uomini che non percepiscono il salario da marzo”, gli fa eco Stefano Calella Segretario Generale della Cisl di Asti. Purtroppo i dipendenti di questo settore sono considerati lavoratori ”ciclici” e non beneficiano di ammortizzatori sociali, come invece accade per la maggior parte degli altri lavoratori stagionali: “Da anni noi chiediamo che il legislatore intervenga in tal senso – conclude Francesco Di Martino, segretario provinciale della Uiltucs -. Stamane, siamo stati ricevuti dal vice prefetto Raffaele Sirico che porterà le nostre istanze al Ministero e all’amministrazione comunale”. In attesa di vedere quando, come e se le scuole riapriranno.

Israt

Si è svolta l’assemblea dell’Israt che ha approvato un bilancio dimezzato dai tagli apportati dal Comune di Asti. E’ arrivato però un sostegno più ampio dalla Fondazione.

Bcube

BRisolta la crisi della Bcube che sembrava andare inesorabilmente verso la chiusura. La tenacia delle parti in causa ha portato ad un accordo in extremis per il prossimo triennio