TORINO – “Il Moscato d’Asti Docg risveglia il dolce che c’è in te… provvisoriamente”: con questo slogan, che strizza l’occhio al pensiero di Ennio Flaiano – suo l’aforisma “In Italia nulla è più definitivo del provvisorio” – ha preso il via ieri l’operazione “Facce da Moscato”, promossa dal Consorzio dell’Asti Docg.
Dal risvegliatore degli ideali del Rinascimento, Vittorio Alfieri, si è passati al risvegliatore del gusto dolce, il giornalista Sergio Miravalle, moderatore della presentazione dell’operazione “Facce da Moscato”: nella prestigiosa cornice della Sala del Senato, a Palazzo Madama, omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia, esperti della stampa di settore e ospiti d’eccezione hanno dialogato sul concetto di dolcezza, arrivando a fine serata alla scherzosa nascita del “Partito della dolcezza”, con votazione unanime del pubblico in sala.
Ad aprire l’incontro, dopo il saluto istituzionale del vicepresidente della Regione Piemonte Ugo Cavallera, la relazione del direttore del Consorzio dell’Asti Docg, Giorgio Bosticco, che ha lasciato spazio ad un animato talk show.
“Il cibo dolce si accompagna meglio a un vino dolce”: l’autorevole parere porta la firma del nutrizionista Giorgio Calabrese, che ha spiegato le motivazioni scientifiche alla base del suo consiglio enogastronomico.
La giornalista americana Kerin O’Keefe, partendo dal raccontare il boom della “Moscatomania” negli USA, divenuta fenomeno di costume a partire dalla citazione del rapper Kanye West, che ha parlato di Moscato d’Asti nel remix di “Make her feel good”, ha quindi posto l’accento sul concetto di “naturalmente dolce”, punto di forza del vino aromatico privo di zuccheri aggiunti.
Alessandra Comazzi, critico televisivo de La Stampa, si è soffermata sulla dolcezza in tv, riportata in auge da Fiorello e dal suo stile divertente, mai sopra le righe.
L’americano Joshua Greene, editore della prestigiosa Wine&Spirits, ha analizzato le differenze di gusto fra consumatori americani e italiani, suggerendo di ideare etichette che raccontino il nostro territorio, candidato a divenire patrimonio dell’umanità in virtù del riconoscimento Unesco.
Il blogger ed enotecaro Gregory Dal Piaz ha tracciato il confine tra “bevitori” e “amatori” di vino oltreoceano, mentre Claudia Andreatti, Miss Italia 2006, ha lanciato ai giovani un appello al consumo consapevole di vino: “Bevete poco, ma bevete bene”.
Quindi ancora un giornalista americano, Anthony Giglio, che ha definito il Moscato d’Asti “lo Champagne dei Moscato”, e Giovanni Dell’Agnese, rappresentante Ascom dei locali torinesi, che ha spiegato il perché della convinta adesione di caffè e pasticcerie all’iniziativa “Facce da Moscato”: Siamo sempre alla ricerca delle eccellenze, e questo è indubbiamente un grande abbinamento, da riproporre per tutto l’anno”.
A chiudere la serata, un astigiano Doc, anzi, Docg: il cantautore Giorgio Conte, che è passato dai ricordi d’infanzia a una memorabile esibizione unplugged.
Entrando nello specifico dell’operazione “Facce da Moscato”, nel pomeriggio di oggi e domani dalle 10 alle 13, dunque, in 18 pasticcerie e caffè storici di Torino altrettanti produttori hanno avuto e avranno modo di incontrare gli avventori dei locali torinesi, proponendo un calice di Moscato d’Asti Docg (vino fresco di vendemmia, primizia della produzione 2011, solo poche settimane fa ancora nei grappoli dorati dal sole) da abbinare alle specialità tipiche della tradizione dolciaria piemontese. A completare la panoramica sul mondo del Moscato d’Asti, per gentile concessione della Regione Piemonte, l’Isola del Dolce allestita dal Consorzio dell’Asti Docg in piazza Castello, dove ogni ora, dalle 14 alle 18, l’enologo Lorenzo Tablino guiderà i curiosi alla scoperta dei segreti di questo vino.
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