Ultimamente Rossella Giordano ha fatto notizia (a livello provinciale e regionale) per le sue imprese podistiche. Ma in un passato non troppo lontano l’atleta classe 1972, attualmente tesserata per la Brancaleone, è salita alla ribalta (nazionale e internazionale) per i suoi risultati nella marcia. Risultati che l’hanno portata a partecipare a due Olimpiadi. Quella di Atlanta del 1996 e di Atene del 2004.
Ai Giochi Olimpici statunitensi Rossella Giordano ottenne il risultato più prestigioso della sua carriera: si classificò quinta nella 10 chilometri, preceduta dalla russa Elena Nikolaeva (oro), dall’italiana Elisabetta Perrone (argento) e dalle cinesi Wang Yan (bronzo) e Gu Yan (quarta). Ai Giochi di Atene del 2004 Rossella Giordano partecipò alla 20 chilometri di marcia e si classificò undicesima (la gara fu vinta dalla greca Athanasia Tsoumeleka).
Mentre l’Olimpiade di Tokyo è in corso non si può non tornare con la memoria a quelle due edizioni dei Giochi molto seguite (per ovvii motivi) dagli astigiani.
Atlanta 1996.


Oltre a lei e a Elisabetta Perrone, quale altra atleta azzurra ha gareggiato nella 10 chilometri?
“La terza atleta era Annarita Sidoti, che concluse la gara all’undicesimo posto”.
Lei terminò la prova al quinto posto però non fu soddisfatta del risultato perché negli ultimi due chilometri perse due posizioni. Cosa successe nelle fasi finali della gara?
“Quel risultato mi bruciò subito e per tanti anni dopo. Quella fu l’unica volta in cui le cinesi fecero una gara in rimonta.
Di solito partivano forte. Ad Atlanta no e così al settimo chilometro e mezzo le tre cinesi (una fu poi squalificata, ndr) mi agguantarono e mi superarono. Mi ricordo la rabbia per questo fatto. Io avevo dato fondo a tutte le mie energie. Fu una 10 chilometri decisamente nervosa. Prima partì molto lenta, secondo e terzo chilometro molto veloce. Quando mi presero io non avevo più la forza per reagire e fare un cambio di ritmo”.
Alla fine era tanto tanto arrabbiata…
“Sì, ero arrabbiatissima. Così non ho goduto di quello che, alla fine, è stato il mio miglior risultato assoluto. Poi, a mente fredda, anche quando fui obbligata ad assistere alla tv all’ Olimpiade di Sydney 2000 a causa di una microfattura, mi sono data della stupida. Ma ero giovane…”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da vanerdì 30 luglio

Antonella Laurenti