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Enrico Pandiani chiude “I mesi del giallo in solitaria”

SONY DSC“I mesi del giallo in solitaria” chiude il 13 dicembre a Villa San Secondo con uno degli autori di noir più amati: Enrico Pandiani.
Lo scrittore torinese sa di poter contare in Val Rilate su lettori affezionati che, nel tempo, hanno conversato con lui sulle avventure di “Les italiens”, la squadra guidata dal commissario Mordenti alla Brigata Criminale di Parigi, o di Zara Bosdaves, coraggiosa detective privata.
Questa volta Pandiani è stato invitato a presentare dagli organizzatori della rassegna (Comune di Chiusano, Associazione culturale Comunica, Israt, B&B La Casa di Alice) “I semi del male”, antologia di racconti che vede la sua firma affiancata da altri cinque maestri del noir: Boni, Dazieri, De Cataldo, Fois, Morchio. L’appuntamento è per le 17 alla Casa di Alice di via Cesare Battisti 21: modera Marisa Varvello, sindaco di Chiusano e appassionata lettrice di Pandiani (l’anno scorso, sempre nell’ambito de “I mesi del giallo”, si confrontò con lui al castello di Cortanze). L’ingresso è libero.
“I semi del male”, pubblicato quest’anno da Rizzoli, ha un sottotitolo provocatorio, “I cattivi lo fanno, i buoni lo sognano”, e parte da una constatazione:  ogni volta che la cronaca nera conquista le prime pagine dei giornali, ci sentiamo sgomenti. Pensiamo che il male abbia le sembianze di un mostro o di un demone. Ma il male – ed è ciò che mette in luce il libro che presenterà Pandiani – ha mille facce, e molte familiari: può non tradursi in violenza, e tentarci con l’insistenza di un’ossessione. A volte è un evento che manda tutto a rotoli, ci toglie soldi, affetti e sicurezze, lasciandoci senza scelta. A volte è tradire se stessi e gli altri, e per farlo basta un click con il computer. Altre volte è una menzogna, addirittura la liberazione da un’esistenza ingrata, e abbracciarlo può significare un nuovo inizio, affrontare il proprio destino a testa alta. Ma il peggiore dei mali è pensare che tutto questo sia controllabile, o che non ci appartenga, per sentirci innocenti. Perché il male ha già piantato i suoi semi dentro ognuno di noi. Ed è pronto a esplodere.