Rinviare l’aggiornamento degli studi di settore in revisione quest’anno dal 30 settembre 2009 a marzo 2010 per avere maggiori elementi di valutazione sulla crisi economica.
E’ la richiesta espressa oggi all’unanimità dalle Organizzazioni di categoria (tra le quali Confartigianato) e dalle Associazioni e Ordini professionali nel corso della riunione del Comitato di esperti sugli studi che doveva esprimere il parere sulla revisione di 69 studi riguardanti circa 1 milione di contribuenti.
Oltre a questa settantina di studi, la questione è più generale poiché la crisi continua a far sentire i suoi effetti e al momento è difficile aggiornare in maniera puntuale e corretta gli studi di settore.
Durante la riunione odierna i rappresentanti di tutte le categorie hanno pertanto deciso di non esprimere alcun parere. Parer che costituisce atto preventivo, ma non vincolante, al decreto vero e proprio del Ministero dell’Economia che aggiorna periodicamente gli studi.
Nella delibera approvata oggi all’unanimità dagli esperti nominati dalle organizzazioni di categoria, associazioni e ordini professionali, e della quale gli esperti nominati dal Dipartimento delle Finanze, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno preso atto, si motiva l’impossibilità ad esprimere un parere, sottolineando che “il percorso di revisione, portato avanti nel 2009, pur essendo stato molto approfondito, è stato anche fortemente innovativo, soprattutto dal punto di vista metodologico, e proprio da ciò nasce da parte di dette associazioni la richiesta di ulteriori approfondimenti”.
Per le associazioni “è fondamentale che gli studi consentano al maggior numero possibile di contribuenti di riconoscersi nei risultati degli stessi, anche in riferimento al 2009. Si ritiene quindi necessaria una più ampia ed approfondita indagine per valutare in modo selettivo l’impatto della crisi nei singoli settori e nei diversi territori”.
Tra gli studi in revisione, uno dei più importanti riguarda l’edilizia per il quale per la prima volta si sperimenta la regionalizzazione, ovvero il varo di 21 studi diversi che tengono conto dunque non solo delle condizioni del settore ma anche dell’economia locale. Di questo studio si fa esplicita menzione nel documento della Commissione di esperti, ricordando che “tra gli studi in evoluzione, è in revisione quello relativo alle costruzioni per il quale è prevista una elaborazione su base regionale al fine di migliorare la capacità di rappresentare le singole realtà territoriali, sia per quanto riguarda i modelli organizzativi che per il sistema dei prezzi. In relazione a tale studio si è rilevata l’opportunità di prevedere un coinvolgimento degli Osservatori regionali”.
In conclusione “la Commissione ritiene di poter esprimere il proprio parere sulla idoneità degli Studi a rappresentare le attività a cui si riferiscono per i risultati conseguiti nell’anno 2009, soltanto dopo aver analizzato dati e loro elaborazioni riferite a: dichiarazioni del 2008 (Unico 2009); flussi di dati, riferiti al 2009 e acquisiti con la collaborazione delle Organizzazioni di categoria; comunicazioni Iva di fine febbraio 2010 relative all’anno 2009; flussi di dati, analisi e informazioni acquisiti da centri studi ed organismi che possono dare un contributo significativo per misurare, in maniera selettiva, la crisi. Al fine di consentire queste attività , si ritiene auspicabile lo spostamento al 31 marzo 2010 del termine ultimo entro il quale la Commissione possa esprimere i propri motivati pareri,sugli studi in evoluzione e sugli interventi correttivi finalizzati a cogliere gli effetti della particolare congiuntura economica del 2009”.
“Auspichiamo una proroga del termine – sottolinea Giansecondo Bossi, Direttore di Confartigianato Asti – perché gli effetti della crisi si fanno ancora sentire e non è possibile andare ad un aggiornamento degli studi in una fase ancora di incertezza come questa”.
POLITICA
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