Tre domande a… monsignor Marco Prastaro
A margine dell’Assemblea Generale della Cei abbiamo incontrato il Vescovo Marco per approfondire quanto emerso e per chiedergli qualche informazione in merito al suo nuovo incarico nazionale.
Vescovo Marco, sono emerse delle linee guida da seguire anche nella nostra diocesi?
“Nel corso dell’assemblea Cei abbiamo approvato il documento “Radicati in Cristo” che propone alcune priorità da cui iniziare per la concretizzazione del cammino sinodale italiano. Alcune di queste priorità coincidono con quanto anche noi nella Diocesi di Asti abbiamo prospettato per l’attuazione del sinodo: l’importanza della formazione con un’attenzione all’iniziazione cristiana, la partecipazione alla vita della comunità e la centralità dei consigli pastorali, il tema amministrativo, la necessità di ripensare “l’organizzazione” delle nostre realtà pastorali”.
Avete avuto, tra le altre cose, la gioia di ascoltare Papa Leone XIV. Quali punti ritiene possano riassumere il suo intervento?
“L’incontro con papa Leone è stato molto bello e intenso. Ci ha anzitutto invitati a “riportare al centro il Vangelo” attraverso un ascolto profondo della Parola di Dio, della gente e dei segni dei tempi. Ha sottolineato con forza la necessità di creare “comunità vive e ospitali”. Ci ha poi ricordato come l’organizzazione vada modellata in base alle esigenze della missione e delle condizioni storiche. Infine, ci ha ricordato che: “Il Signore non ci chiede di misurare la fecondità della Chiesa con i criteri del numero, della visibilità o dell’influenza””.
Lei ha avuto un incarico che lo porterà anche a far parte del Consiglio Permanente della Cei. In che cosa consiste il suo incarico? E di cosa si occuperà nello specifico?
“Sono stato eletto presidente della commissione episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione missionaria fra le Chiese. Il titolo è lungo e complesso, ma in sostanza si tratta della commissione dei vescovi che si occupa della pastorale missionaria. In specifico sarà compito della commissione che presiedo proporre temi e iniziative per tenere viva la pastorale missionaria in Italia. La presidenza di questa commissione poi comporta che diventi presidente della “Fondazione Missio” che è l’organo pastorale della Chiesa italiana che si occupa appunto di missione attraverso attività che si riassumono in tre capitoli: animazione missionaria, formazione, cooperazione (cioè aiuto concreto alle Chiese in terra di Missione). Tutti i presidenti delle 12 commissioni episcopali sono poi membri del consiglio episcopale permanente della CEI che è uno degli organismi di governo della nostra Conferenza Episcopale. Certamente questo incarico comporterà un aggravio di lavoro e di impegni, ma conto sul fatto che organizzandosi bene il lavoro e valorizzando i collaboratori la cosa sia possibile. Concretamente mi toccherà andare più spesso a Roma per incontri”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 5 giugno 2026
Marco Canta