Tre domande a… Paride Candelaresi
La foto aerea di piazza Alfieri esaurita in ogni ordine di posto resterà probabilmente l’immagine simbolo di AstiMusica 2026. Quelle 6 mila persone pronte ad assistere allo spettacolo di Paolo Ruffini e la compagnia Mayor Von Frinzius rendono bene l’idea di come l’edizione appena conclusa del festival abbia saputo fare breccia nel pubblico, raccogliendo ogni sera in piazza l’interesse di generazioni diverse.
È stata un’edizione storica capace di riunire 5 mila persone per i Litfiba, Salmo e gli OneRepublic, quasi 3 mila per Giorgia, 2800 per Il Volo, circa 2500 per i Pooh, Fiorella Mannoia e Anastacia.
“Per due settimane la nostra città è diventata una piccola, grande capitale della musica. – commenta l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi -. La soddisfazione più grande è aver visto Asti vivere 15 giorni consecutivi da protagonista. Credo che gli astigiani possano esserne orgogliosi”.
AstiMusica si chiude con un bilancio positivo, forse addirittura superiore alle previsioni di partenza. Quali sono le sue sensazioni rispetto alle aspettative iniziali?
“Ho sempre creduto nelle potenzialità di Asti, di piazza Alfieri e di AstiMusica. Questa edizione lo ha dimostrato. Sarebbe impossibile scegliere una serata su tutte perché ognuna ha avuto una sua identità: pubblici diversi, artisti straordinari, generi differenti, ma la stessa capacità di lasciare emozioni. È proprio questa la forza di un festival come AstiMusica. Dietro a tutto questo c’è stato un grande lavoro di squadra tra il Comune, Mister Wolf e Audere, che ha permesso di regalare alla città un cartellone di altissimo livello”.
I numeri non sono tutto ma hanno certamente un peso, specialmente nei grandi eventi. Oltre al tutto esaurito di Paolo Ruffini, anche le altre serate hanno fatto registrare dati importanti.
“In Italia, quando si parla di eventi, la prima domanda riguarda spesso i biglietti staccati. Raramente ci si chiede se è stato un bello spettacolo, se l’artista ha emozionato, se il pubblico si è divertito. È come se il valore di una serata si misurasse soltanto dai numeri. Detto questo, serate come quelle di Paolo Ruffini, OneRepublic, Salmo e Litfiba hanno raggiunto numeri davvero significativi in termini di biglietti venduti. Ma il dato più interessante è che ogni appuntamento ha trovato il suo pubblico, con una media di oltre 3 mila spettatori a sera. Aver visto una città vivere la musica con entusiasmo è stato il risultato più bello per me”.
Tra i vari artisti, sono saliti sul palco big internazionali come Anastacia, OneRepublic e Morrissey, tutti nomi impensabili fino a qualche tempo fa. Tra queste serate ce n’è qualcuna di cui è più orgoglioso?
“Ogni data, durante la costruzione di un festival, finisce per diventare un po’ come un figlio. Ma se devo isolare un’immagine, penso a quando sono partite le note di Apologize degli OneRepublic: in quell’abbraccio con Fulvio De Rosa di Mister Wolf, davanti a una piazza Alfieri gremita che cantava all’unisono con Ryan Tedder a pochi metri da noi: mi sono davvero emozionato”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 24 luglio 2026
Alberto Gallo