Tre domande a… Dutch Nazari
La rassegna “Monferrato On Stage” approderà sabato 8 agosto in piazza Garibaldi a Moncalvo. Ospite della serata sarà Dutch Nazari, cantautore e rapper padovano, che porterà dal vivo il suo nuovo album “Guarda le luci amore mio”. Il concerto, tappa piemontese del tour estivo “Guarda l’estate amore mio”, è a ingresso gratuito, con inizio alle 22. Caratterizzato da una scrittura che fonde canzone d’autore e attitudine rap, l’ultimo album intreccia critica sociale, ironia e lirismo, per un risultato tutto da ascoltare. A parlarci della sua nascita, con tutti i suoi retroscena, è stato proprio Dutch Nazari, con un’intervista che ci ha permesso di conoscere meglio la sua musica.
Come nasce il progetto “Guarda le luci amore mio”?
“Si tratta del mio quarto LP in studio. Nasce come capitolo successivo del terzo. Mentre stavo scrivendo questo disco, mi sono riletto il libro “Arte di ascoltare e mondi possibili” di Marianella Sclavi, un libro a cui torno almeno ogni dieci anni perché è uno dei più importanti della mia vita. Nella sua bibliografia avevo trovato un altro libro, “Guarda le luci amore mio” di Annie Ernaux. Questo è un libretto sotto forma di diario che lei ha scritto un anno andando ai grandi supermercati e centri commerciali. Tutte le volte che andava a fare la spesa, lei prendeva degli appunti. Mi ha affascinato e mi ha evocato un pensiero: io sto scrivendo un disco in cui sto denunciando il fatto che la realtà che ci circonda sta sempre più diventando un grande supermercato. Allora quello che ha fatto Annie Ernaux è quello che sto facendo anche io, cioè sto prendendo appunti mentre mi trovo in un grande supermercato. Da qui nasce l’idea di dare al disco quel titolo”.
Nel nuovo album sono presenti due collaborazioni: una con Levante nel brano “Passeggeri” e una con Willie Peyote in “Gasati un mondo”.
“Con Willie ho già collaborato in passato. È una lunghissima collaborazione, forse è la quarta o quinta volta che facciamo una canzone insieme. E’ stato un grande onore in entrambi i casi. Io quando scelgo e ipotizzo le collaborazioni nelle mie canzoni, cerco di dare importanza alla canzone, puntando su un profilo che possa rendere la propria parte al meglio affinché la canzone raggiunga quello che ho in mente fin dall’inizio. Per il pezzo ‘Gasati un mondo’ mi sembrava che servisse la penna affilata e puntuale di Willy, che infatti ha fatto una strofa che mi piace moltissimo, e lo stesso vale per Levante. Ho pensato a lei per una canzone che è una ballata malinconica. ‘Pensa se mi dicesse di sì che canzone bellissima verrebbe fuori’, ho pensato chiedendoglielo, e poi per fortuna è successo”.
C’è un brano di quest’album a cui è particolarmente legato?
“Per chi ha acquistato la copia fisica del disco, al suo interno è contenuta anche la canzone “Aqaba”. Quella canzone è un po’ un capitolo a sé, che mi piaceva reintrodurre dentro al disco con l’idea che quel brano rimanesse insieme alle altre canzoni. E’ una canzone a cui sono legato per motivi specifici. E poi forse per un discorso simile “Von Der Leyen (Freestyle)”, un pezzo rap di un paio di minuti il cui testo è un manifesto, in cui dico le cose che penso un po’ più in concreto, senza andare di fantasia e inventarsi un mondo”.
Ph Elisa Modesti
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 7 agosto 2026
Dana Proto