Tre domande a… Giuseppe Vertucci
Giuseppe Vertucci, eletto a novembre, si avvicina al suo primo Palio da Capitano. Con lui parliamo delle sensazioni della vigilia e del lavoro svolto in questi mesi.
Questo è il suo primo Palio da Capitano. Sono diverse le emozioni rispetto agli anni passati?
“Sono decisamente diverse perché si vede tutto attraverso un nuovo angolo di osservazione. Nonostante i quattro anni da Cavaliere l’emozione ora è tanta, forte e cresce con il passare delle ore. Sento tutto l’onore, ma anche il peso, di questa grande responsabilità”.
Cosa significa per lei rappresentare Asti nel giorno del suo Palio in un ruolo così importante?
“Significa vivere un sentimento fortissimo di attaccamento alla nostra città e a una delle sue tradizioni più belle e rappresentative. Significa vivere il piacere e la responsabilità di trasferire ai più piccoli e ai più giovani la bellezza della manifestazione, azione già iniziata con le lezioni di Palio nelle scuole. Maneggio una festa sacra per Asti e ne sento, come dicevo, tutto l’onore e la responsabilità”.
Come si sta preparando il suo Gruppo e come avete lavorato in questi primi mesi?
“In questi mesi abbiamo lavorato molto, con un confronto costante. Abbiamo recepito le richieste e le proposte dei rettori anche in merito al Regolamento. Lo abbiamo analizzato, studiato e sviscerato in ogni sua parte per garantire il corretto svolgimento della corsa. Oltre all’immagine più immediata legata al Capitano che chiede la licenza di correre il Palio e compie i giri di pista prima della corsa, il mio è un ruolo di giudice arbitro, dietro il quale sta un lavoro normativo di grande importanza. Non solo si possono assegnare sanzioni postume alla gara per gli anni futuri ma il Capitano può intervenire nell’immediato e, per questo, bisogna essere più che pronti: sento molto questa responsabilità”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 4 settembre 2026
Laura Avidano