Tre domande a… Andrea Calamassi
Andrea Calamassi nuovamente alla mossa del Palio di Asti. Una notizia diventata ufficiale dopo il Consiglio del Palio dello scorso mercoledì ma con il sapore di un segreto di Pulcinella visto che da molti mesi il giudice senese era segnalato come più che favorito. In effetti la “striscia” di Calamassi continua dopo il cambio di un professionista come Renato Bircolotti. Pochi sono rimasti quelli “qualificati” a svolgere un compito assai delicato quanto decisivo. E’ quasi superfluo sottolineare questo aspetto.
Come di consueto Calamassi si è dimostrato molto disponibile per la prima chiacchierata dopo la sua nomina.
Pronto per il Palio di Asti targato 2026?
“Certamente. Sono onorato dell’ulteriore incarico”.
Nel 2023, anno di inizio della sua esperienza ad Asti, alla domanda “può considerarsi anche per il futuro”, la risposta fu: “Non credo proprio”. Invece nel 2026 conterà quattro partenze consecutive.
“Sì, ma è sempre una incognita pensare e considerare il futuro. Bisogna sempre restare con i piedi bene a terra. Se uno si sente troppo bravo e sicuro, è finito il gioco. Preferisco restare sempre tranquillo in queste cose. Un pochino penso di conoscere i palii”.
Può tracciare un bilancio personale sulle precedenti edizioni?
“Mi ritengo appena sufficiente perché non mi accontento mai. Vorrei sempre la perfezione e non è facile. Ho questo carattere. Magari potrei accontentarmi ma non lo faccio”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 7 agosto 2026
Giuseppe Pio