Tre domande a… Pier Paolo Squillia
Dopo l’ultima edizione del Palio di Asti molte sono state le riflessioni sulla formula della manifestazione e qualcuno ha iniziato ad avanzare ipotesi di cambiamento. Tra i vari ragionamenti, anche quelli proposti da Michele Miravalle, consigliere comunale e grande appassionato di Palio. Delle sue idee parliamo con Pier Paolo Squillia, presidente del Collegio dei Rettori, nonché rettore di San Martino San Rocco, rione vincitore.
Al netto della meravigliosa vittoria di San Martino San Rocco, che edizione è stata a suo avviso?
“E’ piuttosto difficile essere obiettivo, visto come sono andate le cose. Credo comunque sia stata un’edizione assolutamente positiva per quanto riguarda la grande affluenza di pubblico, sia sulle tribune che nel parterre. Anche gli eventi organizzati nel corso della settimana dai diversi comitati sono stati tutti molto partecipati, segno che il trend è positivo. Tra gli aspetti negativi, sicuramente la mossa travagliata in occasione della prima batteria, che ha condizionato tutte le tempistiche”.
Michele Miravalle ha dichiarato che i tempi della manifestazione andrebbero riorganizzati, partendo da una distribuzione su due giorni, con batterie eliminatorie e sfilata dei bambini il sabato pomeriggio, per dedicare la domenica al corteo storico e a una finale secca a nove cavalli. Cosa ne pensa?
“Non sono d’accordo. Spezzare batterie e finali porterebbe alla perdita di quel pathos e di quelle emozioni racchiuse nella domenica pomeriggio. Anche le cene propiziatrici andrebbero anticipate, senza contare che non so quanti comitati, esclusi il sabato, arriverebbero in piazza la domenica. Posso però essere d’accordo sul trovare una soluzione per il corteo dei bambini per far sì che non debbano sfilare con alte temperature. Questa è una strada percorribile”.
Uno dei vantaggi, però, sarebbe quello di allungare i tempi di recupero dei cavalli, soprattutto di quelli che corrono in terza batteria e che a oggi rischiano di essere penalizzati, come accaduto quest’anno a Castell’Alfero.
“Questo è vero, ma non credo che spezzare batterie e finale sia la strada giusta. Piuttosto si può ragionare sull’anticipo delle batterie o sul posizionamento del corteo storico. Tutti ragionamenti che verranno fatti”.
L’intervista completa e altro approfondimenti sul tema sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 18 settembre 2026
Laura Avidano