Ad Asti nasce un centro diurno per le persone affette da demenza senile
Domani, lunedì 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzhemier e Asti per questa occasione si fa un regalo davvero speciale. Proprio in questa data verrà, infatti, presentato il nuovo centro diurno per le persone affette da demenza ad Asti. Un progetto corale di Socialcoop, coordinato da Confcooperative Piemonte Sud.
I lavori della struttura di via Antica Zecca sono terminati da poco: si è trattato della ristrutturazione di una palazzina Liberty di 1000 metri quadrati che è completata da un giardino di 2000 mq e che prende il nome di “Intrecci di vite”.
Lo spazio è stato pensato per offrire un supporto quotidiano nel mantenimento delle abilità quotidiane e domestiche garantendo al contempo un supporto ai care-giver e alle famiglie.
“Questo è il tassello che mancava nella nostra filiera dei servizi che, partendo dal domicilio, arriva al semiresidenziale e al residenziale con le Rsa – ha commentato Maurizio Serpentino, presidente di Socialcoop -. Socialcoop, insieme a tutti gli altri attori del progetto, ha voluto offrire un servizio alle famiglie che sia modulato in base alle loro esigenze reali e calibrato rispetto ai livelli di non autosufficienza delle persone. Questo centro diurno si pone come luogo di cura e non di semplice parcheggio, affinché le persone e loro famiglie siano accompagnate ad affrontare la fragilità e la malattia in modo proattivo”.
Con Confcooperative Piemonte Sud e Socialcoop hanno, infatti, collaborato al progetto l’associazione Alzheimer Asti Odv, il Comune di Asti e l’Asl At.
“Intrecci di vite rappresenta un luogo di cui la città di Asti aveva fortemente bisogno, che mancava e che sarà un riferimento per il territorio – ha aggiunto Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud : oggi la cooperazione conferma ancora una volta la propria capacità di recepire le esigenze della comunità e rispondervi con prontezza, competenza, determinazione e lungimiranza. Dotare i territori di una rete presidi socio-sanitari che siano rispondenti ai bisogni delle persone è ciò che si prefigge da sempre la cooperazione, che per vocazione guarda alla persona nella sua totalità, considerando sempre il contesto familiare e comunitario”.
Il nuovo Centro verrà presentato, appunto, lunedì 21 settembre. Alle 16, nel cortile della struttura, si susseguiranno interventi sul tema della cura da parte dei diversi soggetti coinvolti e con la partecipazione dell’assessore alla Sanità di Regione Piemonte, Federico Riboldi. Alle 17 è previsto il taglio del nastro con visita all’interno della struttura.
Anche il nome, “Intrecci di vite”, non è stato scelto a caso: ben rivela la sensibilità alla base del progetto, la convinzione, cioè, che la comunità ha un ruolo fondamentale nel percorso di cura delle persone fragili, che non devono essere lasciate sole nella malattia. Solo con il supporto reciproco e l’aiuto alle famiglie coinvolte è possibile attivare un percorso terapeutico davvero efficace.
La creazione del centro nasce da due esigenze: completare l’offerta della filiera dei servizi (domiciliare, semiresidenziale, residenziale dedicata alle persone fragili e alle loro famiglie) e offrire tempo e spazi alla formazione degli operatori e ai care-giver, attuando così attività di prevenzione.
Un lavoro corale, dunque, che nasce dalla volontà di agire all’interno della cooperazione stessa evolvendo da attività prettamente prestazionali alla presa in carico della persona e delle fragilità.
La filiera cooperativa dei servizi si pone, quindi, in posizione complementare e non di sovrapposizione con il sistema pubblico cui spetta il compito di governare le politiche di welfare; alla cooperazione sociale il compito di agire quale motore di sviluppo della comunità.
Ma Intrecci di vite sarà anche un luogo di formazione sul campo per gli operatori di Socialcoop che quotidianamente si confrontano con queste sfide.
> St.P.