Per Cerruti non basta un passo indietro definito “tardivo” e “silenzioso”, ratificato quasi di passaggio nel Consiglio di giovedì 17 settembre.
“Chi ha votato per affossare la nostra diffida, chi ha difeso per mesi l’indifendibile, ha una responsabilità politica precisa e non può cavarsela con un comunicato di circostanza né con un cambio della guardia concordato nei salotti buoni della città – prosegue chiedendo “con la stessa fermezza” le dimissioni del presidente della Fondazione Banca di Asti e dell’intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione: “Sono loro gli autori politici e istituzionali di uno scempio che ha tenuto Asti ostaggio di un conflitto di interesse strutturale, negato con arroganza fino all’ultimo”, conclude sottolineando come il Movimento 5 Stelle “continuerà a vigilare su ogni fase di questa transizione, a partire dalla scelta del successore alla presidenza, perché la partita non si chiude con le dimissioni di un uomo solo, ma con la fine di un sistema di potere che ha anteposto gli equilibri di palazzo alla trasparenza dovuta ai cittadini astigiani”.