Cgil, due sentenze del tribunale di Asti smontano il meccanismo del lavoro somministrato
Due sentenze del Tribunale di Asti, ormai passate in giudicato, hanno posto l’attenzione su una pratica sempre più comune: usare la somministrazione non per coprire picchi di lavoro temporanei (come previsto dalla legge), ma come condizione permanente, anno dopo anno. Dietro le due pronunce ci sono oltre trenta storie di lavoratori rimasti per anni con contratti in mano a un’agenzia, senza mai passare all’azienda per cui lavoravano effettivamente.
A seguire le due vertenze è stata la Camera del Lavoro di Asti, insieme al sindacato NIdiL Cgil. “Il lavoro somministrato è concepito per coprire picchi temporanei, non per esigenze continuative”, ha spiegato il segretario generale della Cgil di Asti Giuseppe Morabito, che ha parlato di una battaglia vinta sull’utilizzo della somministrazione da parte delle aziende del territorio.
Il meccanismo che i giudici hanno smontato è stato spiegato dall’avvocato del sindacato, Massimo Padovani: in alcuni casi il rapporto commerciale tra l’agenzia e l’azienda utilizzatrice andava avanti da anni, anche dieci o più, mentre il singolo lavoratore veniva tenuto con missioni a termine rinnovate una dietro l’altra, oppure con un tempo indeterminato solo sulla carta, che l’agenzia poteva interrompere da un giorno all’altro senza bisogno di alcuna motivazione. Una prassi che, secondo i giudici astigiani, va in rotta di collisione con la direttiva europea sul lavoro interinale, che impone il criterio della temporaneità.
Il risultato, tra cause vinte in tribunale e accordi raggiunti direttamente con le aziende, parla di oltre trenta lavoratori stabilizzati. Un percorso che secondo Sabrina Bordone, che ha seguito le prime fasi della vertenza, è partito dal basso: dall’ascolto nelle assemblee in azienda, dove i lavoratori somministrati hanno iniziato a prendere consapevolezza di avere diritto alla parità di trattamento economico, dai premi di produzione ai buoni pasto, tanto quanto i colleghi assunti direttamente.
Resta però aperto il fronte dello staff leasing: la somministrazione senza scadenza. Se ne occuperà la Corte di Giustizia europea con una pronuncia attesa per il prossimo 23 settembre . Nel frattempo il Nidil Cgil, guidato ora da Laura Pepe Sciarria, rivendica una crescita netta: dalle 170 deleghe del 2021 si è arrivati oggi a superarne 500. “Non siamo contro la somministrazione – ha rivendicato Pepe Sciarria – ma la precarietà permanente va sradicata”.