Palio 2026: ecco come sono composte le tre batterie
Manca poco al Palio 2026. Tre le batterie che si disputeranno nell’anello di piazza Alfieri e al termine delle quali verranno selezionati i nove cavalli che correranno la finale.
Manca poco al Palio 2026. Tre le batterie che si disputeranno nell’anello di piazza Alfieri e al termine delle quali verranno selezionati i nove cavalli che correranno la finale.
Nella prima batteria troveremo, non in ordine al canapo ma secondo l’estrazione di giovedì sera, San Silvestro con Salvatore Nieddu detto Lesto su Fiza e Sa Luna, San Paolo con il fantino Mattia Chiavassa detto Tambani su Arraju , Cattedrale con Marco Bitti su Wakanda, Montechiaro con l’esordiente Filippo Belloni che sostituisce “l’esonerato” Silvano Mulas che monterà Dulliriana Lady, Moncalvo con Gavino Sanna su El Rey, Tanaro Trincere Torrazzo con l’astigiano Federico Arri detto Ares su Chimera da Clodiae Nizza con Gabriele Puligheddu detto Granito che monterà Anacleto il vincitore del Palio 2025.
Nella seconda batteria ci saranno San Secondo con Antonio Francesco Mula detto Shardana su E Baciami, Torretta con Sebastiano Murtas detto Grandine che monterà Bramosu de Campeda, Santa Caterina con Adrian Topalli alias Vulcano su Carilbom, San Lazzaro con Giuseppe Zedde detto Gingillo su Infinito, Viatosto con Jotanan Bartoletti detto Scompiglio su Zodiaca, San Martino San Rocco con Dino Pes alias Velluto che monterà Excalibru e Canelli con Massimo Columbu detto Veleno II su Selvaggio da Clodia.
Nella terza batteria correranno San Marzanotto con Alessio Migheli detto Girolamo su Fegone, Santa Maria Nuova con il fantino Andrea Coghe detto Tempesta che monterà Cicala, San Pietro con Carlo Sanna “Brigante” su Lupin da Clodia, Don Bosco con Michel Putzu detto Spago su Divino Amore, Castell’Alfero con Francesco Caria detto Tremendo che monterà Ferro Nero, Baldichieri con Alessandro Cersosimo detto Zefiro su Dyllu e San Damiano con Federico Guglielmi alias Tamurè su Boato Romano.
Al vincitore andrà l’ambito drappo quest’anno realizzato dal maestro Marco Aru, al secondo classificato la borsa di monete d’argento, al terzo gli speroni d’argento, al quarto il gallo vino, la coccarda al Quinto e all’ultimo la famosa acciuga.