Palio 2026: ecco tutti i temi della sfilata
Oltre un migliaio di personaggi in costume medievale, domenica, daranno vita al grandioso corteo storico che ogni anno (a eccezione del biennio pandemico 2020-21) caratterizza il Palio di Asti. I “quadri viventi” portati in scena dai rioni e dai Comuni partecipanti alla manifestazione sono frutto di una meticolosa ricerca storica e rappresentano fatti realmente accaduti in Asti e provincia.
Come da tradizione, il Soroptimist Club di Asti assegnerà la “Pergamena d’Autore” al Comitato che avrà meglio rappresentato il tema storico nell’ambito del corteo.
Passiamo ora a una breve anticipazione delle rievocazioni che saranno proposte domenica con partenza dalle 13,45 da piazza Cattedrale.
Ad aprire il corteo sarà il defilè del Comune di Baldichieri che rappresenterà le guaritrici, figure controverse esperte nel preparare pozioni di spezie dai poteri taumaturgici ma osteggiate dagli uomini di scienza e dal potere ecclesiastico. A Baldichieri, lungo la Via Francigena, tali conoscenze si arricchirono dei saperi portati dai pellegrini.
Decisamente d’effetto si preannuncia il corteo del Rione San Silvestro che farà conoscere agli spettatori il “jeau de paume”, alias la pallacorda o pallapugno, un gioco che potremmo definire “antenato del tennis” e che nell’Ars Amatoria di Ovidio viene consigliato alle donne per “avvicinare” gli uomini. Tale gioco fu denominato “real tennis” poiché molto amato dalla dinastia Viscontea ed in particolare da Carlo, figlio di Valentina Visconti, che lo praticò per tenersi in forma durante i 25 anni di prigionia.
La nobiltà connoterà anche la sfilata del Rione San Paolo che sarà incentrata sulla rappresentazione, mediante “carte viventi”, di quattro nobili e potenti casate astigiane, alias i Solaro, gli Alfieri, i Guttuari e gli Isnardi. Gli stemmi delle casate saranno trasformati in linguaggio vivente: ogni croce, ogni chiave, ogni aquila, ogni sole raccontano storie di ambizione, lealtà e rivalità tra le famiglie Vip dell’epoca.
Con la rievocazione del Borgo Viatosto passiamo invece dalla nobiltà di stirpe alla nobiltà di spirito: i bianco-azzurri celebreranno infatti le virtù di San Francesco mediante una suggestiva personificazione della povertà, della castità e dell’obbedienza, senza dimenticare la prudenza e l’umiltà.
Col Borgo San Marzanotto torniamo nel pianeta aristocrazia con l’arrivo di Luchino Visconti, nuovo signore della città, e l’elegante cerimonia di accoglienza a cui parteciparono il podestà e le famiglie blasonate di Asti.
I bianco-rossi del Rione San Secondo non rievocheranno arrivi in città di nobili bensì di una stella cometa riferendosi agli astronomi medievali che, per osservazioni a occhio nudo, ai avvalevano di strumenti come l’astrolabio e la sfera armillare.
Interamente dedicato al mondo “rosa” è il defilè del Borgo Santa Maria Nuova che verrà aperto dalla figura allegorica del “Tempo” cui seguiranno le protagoniste di poemi cavallereschi, seguite dalle eroine dell’antichità, dalle sante, protettive e taumaturgiche, sino alla sublimazione della figura femminile con la Santa Vergine Maria, patrona del Borgo.
Il gentil sesso sarà anche protagonista della sfilata del Comune di Canelli, incentrata sulle “figlie della Luna”, cioè le donne nel loro poliedrico ruolo di madri, levatrici, guaritrici, lavoratrici ma talora guardate con sospetto dai maschilisti medievali.
“La voce di Dio in terra”, ossia le campane della Cattedrale di Asti, è la tematica portata in scena dai bianco-azzurri del Rione Cattedrale che rievocheranno l’importanza delle campane, i cui rintocchi regolavano la vita liturgica e quotidiana, comunicavano pericoli e proteggevano dalla violenza dei temporali.
Il corteo del Borgo San Pietro sarà interamente dedicato all’omonimo Battistero, nato come una “Gerusalemme in miniatura”: i figuranti rosso-verdi celebreranno uno degli edifici più suggestivi della città, sospeso tra il richiamo dell’antico tempio di Diana e la sacralità della fede medievale.
L’olio sarà il protagonista della sfilata del Comune di Moncalvo che, rievocando la preziosa benché esigua produzione degli ulivi moncalvesi, porrà l’accento sul ruolo dell’”oro del Monferrato” in agricoltura, fede, medicina ed economia.
Le complesse procedure relative alla cavalleria, ceto cavalleresco d’élite, saranno rappresentate dal Comune di Castell’Alfero, mentre il Borgo Tanaro-Trincere-Torrazzo focalizzerà l’attenzione sul corallo e sul suo forte valore simbolico, legato al sangue di Cristo.
I bianco-celesti del Comune di Montechiaro celebreranno un paese che, dilaniato dalle contese tra le famiglie blasonate per il controllo del territorio, “risorge” superando le divisioni interne nel nome della pace mentre i giallo-rossi del Comune di Nizza Monferrato rappresenteranno l’”equilibrio dei quattro umori”, ossia l’equilibrio tra i quattro elementi, aria, acqua, fuoco e terra, che, secondo la medicina medievale, doveva sussistere per essere in buona salute.
Affascinante e ricco di pathos si preannuncia il corteo del Borgo San Lazzaro che porterà in scena la “Dormitio Virginis”, ossia il sonno di Maria prima della sua incoronazione ed assunzione in cielo, mentre all’insegna dell’animazione sarà il defilè del Rione San Martino San Rocco che farà rivivere l’arte del commercio incentrata su tessuti, pelli, pellicce, vino e spezie.
I figuranti del Borgo Torretta vivacizzeranno il corteo con gli “stemmi parlanti”, alias le immagini che evocavano la famiglia di appartenenza tramite elementi della flora e della fauna, mentre i rosso-celesti del Rione Santa Caterina rievocherà l’Ordine del Collare, patto di unione fra le potenti casate, rendendo così omaggio alla Casa Savoia e al suo antico legame con il Palio astigiano.
La sfilata del Comune di San Damiano sarà invece all’insegna della dolcezza portando in corteo il cammino dello zucchero, da spezia esotica riservata ai Vip a dolce confetto, simbolo augurale di prosperità e fecondità.
La chiusura della sfilata di domenica toccherà al Borgo Don Bosco (vincitore dell’edizione 2025) che si cimenterà nel “Trionfo dell’Unione”, una celebrazione collettiva che riunisce tutte le anime della città culminando nel carro trionfale che sancisce simbolicamente la vittoria.
Laura Novara