Tre domande a… Beppe Gnesotto
La formula dei due incontri intervallati dall’apericena con gli autori si è rivelata ancora una volta vincente. Il Cortile dei Lettori spegne i riflettori sull’edizione 2026 con un risultato lusinghiero, forse superiore alle aspettative della vigilia. Beppe Gnesotto, titolare della libreria Alberi d’Acqua, non nasconde la gratificazione per il successo di una rassegna che organizza ormai da sei anni.
A bocce ferme, quale bilancio traccia dell’edizione appena conclusa?
“Quest’anno sono particolarmente soddisfatto. A febbraio la libreria si è trasferita nella nuova sede, abbiamo dedicato l’intero mese di gennaio esclusivamente al trasloco. Partendo tardi nell’organizzazione della rassegna, temevo di non riuscire ad allestire un calendario valido. Invece la partecipazione è stata sempre numerosa e, soprattutto, abbiamo ricevuto un ottimo riscontro sulla qualità degli incontri”.
Tra i vari appuntamenti, qualcuno ha lasciato particolarmente il segno?
“È difficile scegliere. Alcuni incontri sono stati più brillanti, altri più impegnativi, ma nessuno è risultato noioso o poco interessante. Enrica Tesio ci ha divertito dimostrandosi una scrittrice ironica e intelligente, Guido Saracco ci ha fatto riflettere preannunciando un futuro popolato da alleati digitali. In termini di affluenza, serate come quelle con Enrico Galiano o Paola Barbato e Matteo Bussola hanno raccolto 250 partecipanti. Sono stati sicuramente gli incontri di maggiore successo”.
A proposito di partecipanti: presentando la rassegna, ha sottolineato che i veri protagonisti sono i lettori. Esiste un pubblico di riferimento specifico?
“Fin dall’inizio non abbiamo mai proposto un tema unico per ogni edizione. Per noi è importante unire un autore valido, un buon libro e lettori con la voglia di leggerlo, indipendentemente dal tema. Variando generi letterari e tematiche, riusciamo a intercettare diversi tipi di pubblico. Lo zoccolo duro è composto dagli affezionati della libreria e dal nostro gruppo di lettura: a volte qualcuno di loro partecipa “sulla fiducia”, senza conoscere un autore o senza aver letto il libro. Per il resto, il pubblico varia in base agli ospiti. Saracco, ad esempio, richiama un pubblico diverso da quello di Tesio. Ad ascoltare Gianni Oliva sono venuti gli appassionati di storia. A seguire Galiano, invece, erano quasi tutti insegnanti”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 31 luglio 2026
Alberto Gallo