In anticipo di un giorno sulla festa della donna, domenica 7 marzo alle 17.30 la Biblioteca Astense organizza un appuntamento al femminile con l’incontro dal titolo DANZA DEL VENTRE TRA MITO E CULTURA a cura dell’insegnante di yoga Ida Destro.
E’ la stessa Destro a spiegare l’origine del nome di questa danza “La denominazione “danza del ventre” viene introdotta intorno al 1800 dai viaggiatori europei che, recandosi in oriente, ebbero occasione di assistere ad esibizioni di questo tipo di danza e rimasero affascinati dalle particolari movenze. Lo scrittore Flaubert ne fu tanto colpito da citarla in Madame Bovary e in Salammbô. Questa danza si è tramandata nel tempo, subendo contaminazioni di stile, grazie alle donne che la praticavano all’interno delle case e negli harem come forma di intrattenimento per altre donne. Il nome egiziano è Raqs Sharqi, che può essere tradotto in “danza orientale”: caratterizzata da movimenti sinuosi, raffinati, sensuali e molto complessi, è lo stile più conosciuto.
Nella conversazione con il pubblico di Passepartout en hiver la Destro traccerà una breve storia partendo dall’origine di questa danza che sembra potersi rintracciare in un rituale di fertilità: praticato in tribù di cacciatori e agricoltori, esprime l’armonia totale con la natura, l’essenza del concetto che l’uomo stesso è natura. Il culto praticato era rivolto alla divinità femminile (connotazione di una società matriarcale): la “Dea Madre”. Prototipo della “Dea Madre” è Ishtar, la dea babilonese che rappresenta il simbolo di prosperità, fertilità e amore. Questa danza in suo onore era un elemento essenziale nelle festività agricole, espressione di riverenza per la natur, propiziatoria per la fertilità della terra (simbologia del ventre) e per il buon esito del raccolto.
Nella ricostruzione storica di Ida Destro la nascita delle religioni monoteiste fondate su un “Dio Padre” (connotazione di una società patriarcale) coincide con il venir meno del concetto che “ l’uomo stesso è natura”, e l’affermarsi dell’aspirazione a dominare la natura: così decade il culto delle divinità femminili e si assiste ad una segregazione e demonizzazione della donna (si pensi alla figura di Eva tentatrice nella Bibbia). In questo contesto la danza assume una connotazione diversa, entra in un ambito laico e viene praticata in feste, banchetti e matrimoni come forma di intrattenimento.
Durante l’incontro della prossima domenica non mancheranno una dimostrazione delle movenze di base della danza orientale con ascolto di ritmiche ed una esibizione di alcune coreografie da parte di un gruppo di allieve.
Ida Destro è laureata in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche. Pratica dello yoga dal 1977 con abilitazione all’insegnamento delle tecniche yoga conseguita nel 1990 c/o la Federazione Italiana Yoga affiliata all’Union Européenne des Federations Nationales de Yoga. E’ esperta di Moving Breath e dal 1991 studia e pratica della danza del ventre, in particolare lo stile orientale (Raqs Sharqi).
L’entrata è libera e tutti sono invitati a tutti gli appuntamenti invernali di Passepartout
cultura
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