ipsia castigliano

osservatoriodelpaesaggio.org

Una regione virtuosa il Piemonte, che alla preselezione del Concorso scuola di oggi ha totalizzato il 41,6% di successi, di fronte al 33,7% della media nazionale. 320 mila i candidati totali, ad Asti erano 594. Siamo andati a raccogliere qualche opinione all’uscita dalle scuole. Marcella Giacomazzi, che ha tentato per la scuola primaria e quella dell’infanzia, e ha superato la selezione, sulla difficoltà del concorso dichiara: “E’ fattibile. Le domande erano scritte in modo tale da confondere. Bisogna abituarsi al linguaggio usato nel test, sicuramente preparandosi prima. Senza, non credo che avrei ottenuto un esito positivo”. Ma racconta anche: “Il concorso era decisamente improntato sulle materie scientifiche. Chi ha frequentato una facoltà di questo tipo è inevitabilmente avvantaggiato”. A proposito Mario Malandrone, anche lui passato, dice: “Io, essendo laureato in fisica, ero favorito.” E aggiunge: “Per quanto riguarda la difficoltà delle domande in lingua, il livello di conoscenza per l’inglese era il B2”. “Tuttavia, mi lascia perplesso l’effettiva incidenza di questo concorso sulla realtà astigiana. Con ogni probabilità il numero degli insegnanti che diventeranno di ruolo sarà minimo”. Malandrone ci riferisce anche le domande più curiose. Non mancano quelle sulla crisi: “Un capo cantiere sa che per completare il lavoro di cui è responsabile, utilizzando tutti gli operai che attualmente lavorano nel cantiere, sono necessari 6 giorni. Se potesse avere altri 2 operai il lavoro verrebbe completato in 5 giorni. Al contrario, la sua impresa (a causa di un nuovo appalto) anziché fornire i 2 operai, sottrae risorse al cantiere e vi lascia un solo operaio. Quanti giorni impiegherà tale operaio a completare il lavoro, nell’ipotesi che tutti abbiano lo stesso ritmo di lavoro?”. E perfino sulla malasanità: “Una ricerca indica che il numero di operazioni chirurgiche concluse con la guarigione del paziente nell’ospedale A è doppio rispetto a quello dell’ospedale B. Ne segue che le operazioni chirurgiche vengono condotte meglio nell’ospedale A rispetto all’ospedale B.” Davide Cavagnero invece puntualizza: “Le domande in lingua e le conoscenze digitali restringono il campo sulle nuove generazioni. I più giovani padroneggiano meglio questo tipo di competenze”. La maggior parte dei candidati ha tra i 36 e i 45 anni. Inoltre, al concorso hanno partecipato figure professionali tra le più disparate: abbiamo incontrato chi possiede soltanto un diploma alle Magistrali, ma anche chi ha una specializzazione; chi non ha mai insegnato e chi insegna già da molti anni. Andra Bongiovanni, infine, racconta: “Ho risposto alle domande in una ventina di minuti. Il test non era facile, ma essendomi preparata prima non ho trovato, personalmente, grandi difficoltà. Adesso bisognerà prepararsi per la prova del 15 gennaio”. Ornella Darova