“I documenti presentati questa mattina all’Archivio di Stato di Asti gettano una luce nuova sulle radici della famiglia di Papa Francesco. Alle origini contadine di cui si è molto discusso in queste settimane, si aggiunge una sfumatura nuova: Bergoglio Giovanni, il nonno del Pontefice, era sì contadino, ma si trasferì in Città per trasformarsi in commerciante e far studiare il figlio (il padre dell’attuale Pontefice), fino a farlo diventare ragioniere, per poi portarlo con sé a cercare maggior fortuna in Argentina. Il nonno dell’attuale Pontefice, Bergoglio Giovanni, nasce nel 1884 ad Asti in località Valleversa, in piena campagna, e cerca l’emancipazione sociale trasferendosi a Torino, dove si sposa con Rosa Vassallo, un’altra “immigrata” nella grande Città, perché è originaria di Piana Crixia, che dà alla luce, nel 1908, Bergoglio Mario, il padre dell’attuale Pontefice. Nel 1918 il nonno del futuro Papa ritorna con moglie e figlio di 10 anni ad Asti, ma questa volta non più in campagna, bensì in centro, ove lavora come “caffettiere”, “portinaio” di una clinica chirurgica, quindi come titolare di un negozio di commestibili in corso Alessandria, una delle strade di ingresso della Città. L’intraprendenza del nonno del Pontefice, che dalle origini contadine si inserisce nella piccola borghesia cittadina, è confermata dalla decisione di far studiare il figlio Mario: il padre del futuro Pontefice viene avviato alla Scuola Tecnica di primo livello Brofferio, quindi alla Scuola Tecnica Leonardo da Vinci per il “corso superiore” ove nel 1926 consegue l’ “abilitazione tecnica” nell’indirizzo “commerciale”: l’attuale “diploma di ragioneria”. All’epoca erano pochissimi i giovani che si diplomavano ed era una rarità assoluta che a farlo fossero figli di contadini. In questi anni il capofamiglia cambia più volte lavoro (come detto: “caffettiere”, “portinaio”, commerciante) e residenza (via Fontana 10, via Massimo d’Azeglio 6, via Antica Zecca 6, corso Alessandria 14, ove ha anche sede la bottega di commestibili). Nel 1929, quando ormai il padre del Pontefice ha 21 anni, e da tre anni è ragioniere, la famiglia risponde ancora una volta all’impulso di migliorarsi e cercare fortuna e forse anche (secondo quanto dichiarato in un’intervista giornalistica dalla sorella dell’attuale Papa) per il desiderio di allontanarsi dalle restrizioni imposte dal fascismo, arriva la decisione di lasciare l’Italia per l’Argentina, il 1° febbraio 1929. Queste vicende aggiungono un colore in più alla dimensione contadina di cui si è parlato molto in queste settimane: c’è anche una dimensione urbana, una vocazione all’intraprendenza, una formazione maturata tra compagni di scuola media e superiore che appartengono alla piccola borghesia cittadina. Oggi noi astigiani, che vediamo al soglio di Pietro la sobrietà, il garbo, la serietà che traspare dai comportamenti di Papa Francesco riconosciamo un po’ di quei caratteri propri del nostro modo di essere e abbiamo modo di ritenere che almeno in parte siano anche frutto della maturazione e dei valori assunti negli anni dell’adolescenza dal padre dell’attuale Pontefice. Sono gli anni delle scuole superiori, in cui maturano le amicizie che non si scorderanno più e in cui si consolida il carattere e la visione del mondo delle persone. Un motivo in più per noi per essere contenti dell’elezione di papa Francesco e per aver rovistato nella memoria della nostra Anagrafe, del nostro Archivio Storico e nell’Archivio di Stato della nostra Città, dai cui scaffali sono usciti lampi di vita che illuminano le radici di una famiglia e di un grande uomo”. Fabrizio Brignolo – Sindaco di Asti
Lettera del sindaco di Asti Fabrizio Brignolo sulle origini cittadine della famiglia del Pontefice
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