“Spettabile Gazzetta di Asti, ho letto con attenzione la lettera del signor Fabio Lano che seguiva alla mia e non avrei certo risposto perché mi sentirei privilegiata ad avere il diritto di replica ma l’occasione mi è venuta quando ho partecipato alla marcia NO TAV TERZO VALICO Novi Ligure – Pozzolo Formigaro e ho avuto la sorpresa di assistere all’esibizione degli sbandieratori di San Damiano d’Asti partecipanti al Palio di Asti. La peculiarità della loro esibizione era data dal fatto che le loro bandiere erano bandiere NO TAV (qui) Si sono esibiti in due piazze di Novi e davanti al Castello di Pozzolo, oltre che durante il percorso. E’ stato uno spettacolo emozionante e, data la giovane età di quasi tutti gli artisti, anche commovente: tra i musici c’erano bambini che hanno suonato il tamburo instancabilmente per tutto il tempo. Riprendendo le parole del signor Fabio Lano, voglio precisare che sono d’accordo con lui che il Palio sia cultura, storia e tradizione. E soprattutto sono d’accordo che sia una manifestazione da conservare. La mia lettera era incentrata sulla corsa di cavalli, definita spesso dai mezzi di comunicazione Palio, però il signor Fabio Lano ha fatto opportune precisazioni perché le parole sono importanti. Quindi ribadisco, se non fosse chiaro per tutti, che le mie critiche si riferivano solo alla corsa dei cavalli. Spero che il signor Fabio Lano non abbia il dubbio che io voglia sopprimere il Palio in toto: ho quattro lauree in materie umanistiche e sono appassionata di storia, letteratura, arte e beni culturali quindi sono in prima linea nella difesa di tutto ciò ma sono in prima linea anche nella difesa dei diritti degli animali e se non si riesce a trovare un accordo tra cultura e vita animale, allora tra le due scelgo di difendere gli animali perché sono esseri senzienti (lo dice anche il Trattato di Lisbona) e nessun animale va sacrificato in nome di nessuna cultura. E’ vero che il Palio è fatto di tante iniziative ma, come ha scritto il signor Fabio Lano, spesso si associa il Palio allo sfruttamento dei cavalli, forse perché la corsa dei cavalli è considerata la punta di diamante del Palio. Si potrebbe fare la controprova, togliendo la corsa dei cavalli, e vedere quanti si schiererebbero contro il Palio. Io credo che nessuno lo farebbe, anzi, il pubblico del Palio raddoppierebbe e gli animalisti farebbero tanta di quella pubblicità da non poter più contenere i partecipanti. Accade così anche per il circo senza animali che il popolo animalista sostiene e pubblicizza con ragione e passione. La Festa del Palio va oltre la Corsa della domenica scrive il signor Fabio Lano. Allora togliamola questa corsa di cavalli e facciamo correre gli umani. Il cavallo per i borghigiani, durante la Festa, non è un “animale da far corre” scrive il signor Fabio Lano. Allora non facciamolo correre ma accarezziamolo durante lunghe passeggiate. Capisco che sia una proposta talmente idealista per la macchina del Palio da non essere neanche presa in considerazione ma io la faccio perché sono idealista di costituzione. Quanto all’esibizione di ieri, non so come siano stati gli accordi tra il Comitato NO TAV TERZO VALICO e gli sbandieratori di San Damiano e cioè se tra loro ci sia stato solo un contratto professionale o se l’associazione degli sbandieratori appoggi la causa NO TAV; in ogni caso, vederli esibirsi con le bandiere che noi appendiamo orgogliosamente alle nostre finestre, mi ha proprio fatto pensare alla cultura, a quella cultura dell’ambiente calpestata e bistrattata che bisogna recuperare, forse anche con l’aiuto del Palio. Colgo l’occasione per ringraziare gli artisti di San Damiano che hanno dato alla nostra marcia un valore aggiunto: è quello il Palio che vorrei”. Paola Re
Paola Re: “Ecco il Palio che vorrei”
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