La locandina della Gazzetta d’Asti: ecco i principali argomenti della settimana
Quindicesimo numero dell’anno per la Gazzetta d’Asti che nel 2026 spegne 127 candeline. Ecco i principali argomenti trattati sul giornale in edicola da venerdì 17 aprile 2026.
Fumata nera in Fondazione
Fondazione CrAsti: fumata nera sulle nomine, sale la tensione nel Cda. Massimo riserbo e un rinvio strategico al 21 aprile. Resta ancora avvolta nel mistero la lista dei candidati per il nuovo Consiglio d’amministrazione della Banca di Asti. Il vertice della Fondazione CrAsti di ieri mattina si è consumato in meno di trenta minuti, lasciando i consiglieri privi delle informazioni cruciali sui destini della maggiore azienda del territorio e, di fatto, equiparati a qualunque cittadino, oppure ai 25 mila piccoli azionisti della Banca di Asti, ancora tutti all’oscuro delle manovre in corso. Nonostante l’assenza di scontri aperti, il malcontento serpeggia innegabile tra i com, ponenti dell’ente di piazza Roma: come primo azionista con il 31,80% delle quote, la Fondazione detiene il peso maggiore nella scelta della governance bancaria, eppure il dossier rimane blindatissimo. Quest’anno la selezione è stata affidata ai “cacciatori di teste” della Stuart Spencer, ma l’esito del loro lavoro sembra essere un segreto condiviso solo dalla società milanese e, presumibilmente, dal presidente Livio Negro.
L’auspicio è che almeno gli altri soci di riferimento – dalla Fondazione Biella (12,91%) a Bpm (9,99%), fino alle Fondazioni di Torino (6%)e Vercelli (4,2%) – siano stati resi partecipi delle decisioni. La seduta di ieri è stata liquidata con una laconica “mancanza documentale”, una formula ambigua che lascia spazio a mille interrogativi sulla validità dei profili o sulla completezza delle istruttorie. Intanto il tempo stringe: con l’assemblea dei soci della Banca fissata per il 27 aprile, dove si decideranno i destini del presidente Giorgio Galvagno e dell’Ad Carlo Demartini, il nodo delle nomine dovrà essere sciolto nel prossimo incontro di martedì.
Una pace disarmata e disarmante
“Una pace disarmata e disarmante”. Quando la sera della nomina al soglio pontificio Leone XIV aveva espresso in questo modo il senso del suo pontificato sembrava avesse pronunciato uno slogan. O almeno un “teologumeno” che rendesse l’immagine di un vicario di Cristo discepolo dell’“Agnello immolato trionfante” dell’Apocalisse.
In questi giorni, invece, ci stiamo rendendo conto che lo spessore di quella espressione è anche politica, senza volerlo essere. Le ire di Trump contro il Papa, le mosse che quest’ultimo sta realizzando nel suo viaggio in Africa, mentre propugna un’Onu dei poveri, come argine dello strapotere di alcuni sordidi personaggi mondiali e gli effetti debordanti che sta ottenendo tra i cattolici statunitensi e i leader religiosi mondiali (e siamo solo a tre giorni dal fatto)dimostrano che di fronte alla violenza più brutale solo la forza della mitezza può essere l’arma efficace.
A dimostrazione che il “lato oscuro” della potenza delle armi, del denaro e del potere è, paradossalmente, la debolezza e la sopravvivenza garantita solo da vassalli e servetti.
L’addio al sociologo Luigi Ghia
E’ stata una di quelle figure che nascono una volta ogni cento anni. Sociologo, studioso di antropologia e filosofia della cultura, mente prestata anche all’editoria. Luigi Ghia, scomparso improvvisamente all’età di 86 anni martedì, lascerà un vuoto difficilmente colmabile anche all’interno della comunità ecclesiale.
Laureato in Sociologia e Psicologia Sociale all’Università di Trento, dopo aver dedicato buona parte della sua vita professionale a questioni di organizzazione aziendale e del controllo di gestione, da molti anni si occupava a tempo pieno di tematiche di sociologia, antropologia e filosofia della cultura, con particolare attenzione alla realtà della famiglia e delle relazioni affettive.
Sposato e padre di due figli, Francesco e Guido, con la moglie Anna era direttore di “Famiglia domani”, la rivista edita da Gazzetta d’Asti e propositivo membro dell’equipe diocesana “Cultura e Comunicazioni Sociali”. Una persona di alto spessore culturale e di altrettanta umiltà. Il suo instancabile entusiasmo rimane per tutti una testimonianza di vita e di fede.
Il funerale si terrà oggi, venerdì 17 aprile, alle 9, nella chiesa del Don Bosco.
Alla famiglia Ghia vanno le condoglianze e la vicinanza di tutta la redazione di Gazzetta d’Asti.
La Nutella sbarca a San Marzanotto
Asti sta per diventare un hub logistico? Così parrebbe visto che stanno per decollare tre grandi poli strategici destinati a ospitare colossi del calibro di Ferrero, Amazon e Gabetti.
E a essere interessata non sarà solo la storia area Pip di Quarto ma anche nuovi scenari come via Maggiora e la piana di San Marzanotto. Proprio nella ventina alle porte della città entro il 2027 dovrebbe sorgere “polo del freddo” della Nutella.
L’infrastruttura, dotata di ampie celle frigorifere per la conservazione delle materie prime e dei prodotti finiti, dovrebbe sorgere su una superficie complessiva di circa 45 mila metri quadrati, in un’area strategica compresa tra l’ex Fornace e l’eliporto cittadino.
Gazzetta d’Asti e lo sciopero dei giornalisti
Su questo numero di Gazzetta d’Asti molti pezzi non sono firmati. E’ un modo scelto e proposto per aderire allo sciopero nazionale dei giornalisti che era stato proclamato per ieri. Una proposta presa un po’ all’ultimo minuto e che probabilmente non è arrivata a tutti i collaboratori. Ma comunque un segno per custodire una professionalità particolarmente importante in tempi di crisi della democrazia e di libertà costituzionali non più scontate.
Focus
Le eccellenze astigiane sono state protagoniste all’ultima edizione del Vinitaly che raccontiamo anche con un’intervista esclusiva all’assessore Bongioanni.
Paesi
Sarà la famosa cantante Iva Zanicchi la super ospite della XXIX edizione di Fiori in Fiera, l’atteso appuntamento che animerà Isola domenica 19 aprile.