Tre domande a… Gruppo Rinnovamento nello Spirito di san Damiano
) Stiamo per celebrare la Solennità di Pentecoste. Quale significato può avere per le nostre comunità?
La Pentecoste può rappresentare un’occasione preziosa per riscoprire la presenza dello Spirito Santo, la Terza Persona della Trinità, troppo spesso dimenticata o percepita come distante; può essere l’occasione per riscoprirla non come un concetto, ma come una Persona viva, come il “motore” e il respiro della Chiesa. Riscoprire la presenza dello Spirito Santo a Pentecoste significa restituire alle nostre comunità la sorgente della gioia, l’audacia dell’annuncio e la capacità di rinnovarsi, ricordandoci che la Chiesa cammina solo se mossa dal Suo soffio vitale. Senza di Lui, anche la vita parrocchiale rischia di ridursi a pura organizzazione e abitudine; con Lui, invece, ritrova la gioia della comunione, della ricchezza della diversità e il coraggio di uscire dalle proprie “stanze chiuse” per annunciare il Vangelo. In un tempo segnato da fragilità e divisioni, la Pentecoste ci invita a diventare comunità più vive, accoglienti e capaci di speranza.
2) Nei laici e nei sacerdoti che partecipano al Rinnovamento nello Spirito quale spazio trova l’azione pastorale nelle comunità nelle quali vivete la quotidianità?
L’azione pastorale trova spazio soprattutto nella vita ordinaria delle parrocchie: nella catechesi, nella carità, nell’animazione liturgica, nell’ascolto e nell’accompagnamento delle persone. L’esperienza del Rinnovamento nello Spirito spinge laici e sacerdoti a non vivere chiusi in realtà separate, ma a essere presenza viva all’interno della comunità ecclesiale. Per i laici questo significa collaborazione concreta accanto ai parroci, con uno stile fatto di accoglienza, semplicità e gioia. Per i sacerdoti, invece, significa riscoprire una paternità spirituale capace di guidare le persone con lo sguardo e la misericordia di Gesù.
3) Avete appena vissuto l’incontro nazionale a Rimini. Che cosa vi siete portati a casa da questa esperienza di Chiesa?
La convocazione aveva come tema centrale la citazione “Pace a voi!”. Da Rimini portiamo a casa anzitutto un forte senso di comunione e la consapevolezza che la pace non è semplicemente un’emozione o l’assenza di problemi, ma una forza spirituale che dona stabilità anche nelle prove della vita. Abbiamo vissuto la bellezza di una Chiesa unita nella preghiera, nella gioia della festa e nell’ascolto delle sofferenze del mondo, in particolare del dolore che arriva dalla Terra Santa. Il tema “Pace a voi” ci ha lasciato un messaggio molto concreto: lo Spirito Santo ci aiuta ad “afferrare” il pensiero di Gesù per diventare ogni giorno artigiani di pace nelle famiglie, nel lavoro e nelle nostre comunità.
Mauro Canta