Il caso del gregge infetto da Scrapie, particolare malattia degli ovini, registrato recentemente nell’Astigiano non rappresenta un pericolo per popolazione, animali ed ambiente: questa la principale precisazione del Servizio Veterinario Area A diretto da Gianstefano Filippone. La malattia, che dopo una lunga incubazione colpisce il sistema nervoso dell’animale fino a causarne la morte, è conosciuta da molti anni: la prima segnalazione in Italia risale al 1976, proprio in Piemonte. Dal 1991 il Ministero della Salute l’ha inserita nell’elenco malattie a denuncia obbligatoria, per cui da allora in Italia vige l’obbligo di segnalarla. Il primo focolaio ufficiale è stato registrato nel 1995 e, da allora sino alla fine del 2012, sono stati riscontrati altri 658 focolai, sempre gestiti e risolti secondo i protocolli definiti da UE, Ministero della Salute italiano e – assessorati regionali interessati. “A differenza della mucca pazza (BSE) – spiega Antonio Quasso, responsabile del settore ovino e caprino per il Servizio Veterinario area A – non vi è alcuna evidenza scientifica che questa malattia possa essere trasmissibile agli uomini attraverso contatto diretto con gli animali o consumo degli alimenti derivati (carne, formaggi, latte, ecc.). Esistono piani rigidissimi a livello nazionale, derivanti da obblighi comunitari, che prescrivono tassativamente controlli periodici per verificare l’eventuale presenza di questa malattia nelle greggi: è proprio nello svolgere questa attività che la malattia è stata prontamente diagnosticata nel gregge in questione”. Dopo aver riscontrato la Scrapie in alcuni animali morti, il Servizio Veterinario astigiano ha controllato, nel mese di agosto, 1342 capi ovini presenti nel gregge attraverso l’analisi genetica individuale -. Il risultato è stato poco soddisfacente visto che una minima parte – degli ovini si presentava resistente alla malattia e, di conseguenza, si è immediatamente attivata la procedura con il Centro di Referenza Nazionale per le Encefalopatie Spongiformi di Torino, l’Assessorato Regonale alla Sanità e il Ministero della Salute per definire le modalità di risoluzione del problema. Nei goiorni scorsi è giunta dal Ministero della Salute la risposta ufficiale alla proposta di intervento avanzata dal Servizio Veterinario Area A, che consiste nella macellazione dell’intero gregge entro la fine dell’anno. “Quello in questione – continua Quasso – è un gregge che pratica da sempre il pascolo vagante, quindi non avendo sede fissa non può essere confinato o limitato negli spostamenti sul territorio alla ricerca dei pascoli per l’alimentazione degli animali. Il proprietario del gregge è in possesso dei permessi di pascolo, dei nulla osta rilasciati dall’Asl AT per il pascolo vagante ed è monitorato giornalmente nei suoi movimenti dai nostri operatori”. Nessun pericolo di contaminazione anche per altri animali, pascoli, falde acquifere ed ambiente in generale. Il gregge, quindi, continuerà a spostarsi secondo il programma di pascolo autorizzato sino alla completa risoluzione delle operazioni di estinzione del focolaio che saranno concluse improrogabilmente entro il 31 dicembre prossimo.
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