20 giugno. In tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale del Rifugiato per ricordare l’approvazione della Convenzione sui profughi da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1951, commemorata per la prima volta in Italia nel 2001 nel cinquantennio della convenzione. Una data importante voluta per riaffermare con forza i valori su cui sono basati gli accordi internazionali in materia di protezione dei rifugiati, ma anche per non dimenticare le condizioni di milioni di persone costrette a fuggire dai loro Paesi per guerra, povertà, persecuzioni, torture e violazione dei diritti umani. Impegnati in un percorso che non dura solo un giorno, ma che è un cammino quotidiano e costante ci sono sia organizzazioni come l’apparato delle Nazioni Unite, impegnato ai “piani alti”, ma anche e soprattutto associazioni, Ong e Cooperative che “dal basso” si adoperano in tutto il mondo, Italia e Asti comprese. Operatori a contatto ogni giorno con i rifugiati e che ogni giorno credono in progetti come quello dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) attivo nel nostro Paese dal 2001. “L’accoglienza dello Sprar è finalizzata a facilitare i percorsi di integrazione e di inclusione sociale di richiedenti asilo e rifugiati – commenta Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale, ufficio di coordinamento dello Sprar -. E’ un’accoglienza garantita per 365 giorni, l’anno, continuamente da oltre 11 anni, a prescindere del verificarsi di situazioni di emergenza”. Asti in questo senso è pioniera: il Comune si è aggiudicato il bando per il triennio 2014-2016, mentre il Comune di Settime che già era entrato nello Sprar dal 2011, ospitando cinque famiglie, ad oggi perfettamente integrate e quasi totalmente autonome, ha accolto altri profughi. A gestire i progetti Prometeo (Asti) e Pais (Settime) è il Piam. “Questa rete ha l’obiettivo di accompagnare i beneficiari all’intergrazione sociale, culturale ed economica” spiega Alberto Mossino, presidente Piam. Ad Asti, dove il progetto è triennale, sono state inserite nello Sprar 31 persone (fra cui 5 bambini) provenienti da Libano, Afghanistan, Pakistan, Senegal e altre zone prevalentemente dell’Africa. Grazie ai finanziamenti ministeriali (si parla di 312.195 euro per il primo anno e di 340.577 per i successivi due) i rifugiati hanno trovato una casa sicura, ma anche un percorso di vita in parte già scritto. Lo Sprar offre infatti non solo alloggi, ma anche servizi come consulenze legali, mediazione culturale, alfabetizzazione e corsi di italiano, gestiti prevalentemente da Piam e Ctp, corsi di formazione su sicurezza sul lavoro ma anche primo soccorso e fondamenti di impianti elettrici (svolto alla Casa di Carità) e tirocini lavorativi. Alcuni beneficiari hanno frequentato un tirocinio di web desing (1 persona), edilizia (3 persone) e in azienda agricola (2). Simile la situazione di Settime (Progetto Pais). Qui sono state inserite nello Sprar 14 persone (8 minori) provenienti da Nigeria, Somalia e Palestina, alle quali sono stati forniti gli stessi servizi di Asti. In 3 hanno partecipato ai corsi di alfabetizzazione o d’italiano del Ctp, mentre altri si sono iscritti al corso di formazione per la preparazione di prodotti da forno e addetto alla sicurezza. Quattro invece i tirocini lavorativi destinati ad altrettanti rifugiati: raccolta di indumenti, pre-scuola, aiuto cantoniere e addetto alle pulizie.
Oggi la Giornata Mondiale del Rifugiato
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